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Cassazione: guardia medica "chiami il 118", condannata per rifiuto atti d'ufficio

La guardia medica che non interviene e consiglia di ospedalizzare il paziente con una chiamata al 118 rischia una condanna penale. Parola di cassazione. Secondo gli Ermellini si può infatti configurare una ipotesi di rifiuto di atti d'ufficio. Nel caso esaminato dalla Corte, la guardia medica, benchè sollecitata dal paziente a intervenire aveva consigliato di sollecitare il 118 per una ospedalizzazione e per discolparsi aveva addotto di essere sprovvisto della necessaria attrezzatura per tamponare l'emergenza. la Corte nella sentenza 35344/2008 ha ricordato che "l'urgenza dell'intervento, specie in campo sanitario, va apprezzata con riferimento al pregiudizio, anche potenziale e non necessariamente irreparabile, che puo' comunque derivare al paziente dalla mancata o tardiva assistenza sollecitata". Sulla scorta di questo principio la Sesta sezione penale ha confermato una condanna ex art. 328 c.p. nei confronti di una guardia medica per avere "indebitamente rifiutato [...] l'intervento domiciliare per sostituire il catetere urinario, che era ostruito, ad una paziente tetraplegica impossibilitata alla minzione da circa 12 ore". Per ben due volte i familiari della malata avevano contattato la guardia medica, sentendosi però solo dire dal medico di "sollecitare l'intervento del 118" essendo lui "sprovvisto del set sterile necessario per l'operazione di sostituzione del catetere". Alla fine il 118 è intervenuto ma il marito della paziente non aveva consentito il trasferimento in ospedale essendo la moglie inserita da tempo nel programma di assistenza domiciliare.
La famiglia aveva così dovuto rivolgersi privatamente ad un'infermiere professionale per la sostituzione del catatere. Immediata la denuncia contro la guardia medica che dopo la condanna da parte dei giudici di merito si era rivolta in cassazione sostenendo che non era stato dato peso "alla reale ragione per la quale aveva consigliato di ospedalizzare la paziente". I Giudici di Piazza Cavour hanno respinto il ricorso ricordando che "durante il turno di guardia, il medico e' tenuto ad effettuare al piu' presto tutti gli interventi che gli siano richiesti direttamente dall'utente".
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(13/10/2008 - Roberto Cataldi)
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