Ddl Scuola. Cosa prevede e perché è contestato dai sindacati. In allegato il testo del disegno di legge

Tra i punti più controversi: la detrazione fiscale che favorisce il settore privato e l'eccessivo potere conferito ai presidi
Ragazzo che scrive alla lavagna
Sta provocando roventi polemiche il Ddl sulla scuola presentato dal governo guidato da Matteo Renzi. 

Dopo le contestazioni alla Festa de l'Unità di Bologna, è poi arrivato lo sciopero proclamato dai sindacati di settore a ricordare la contrarietà di larga parte del corpo insegnante di fronte ai contenuti del provvedimento.

Il Ddl (qui sotto allegato) si fonda su una serie di punti giudicati cardine, a partire dal potenziamento delle materie, passando per la formazione degli insegnanti e il modo di reclutamento degli stessi. Inoltre prevede detrazioni fiscali per le famiglie che intendano mandare i propri figli alla scuola paritaria e interventi di edilizia scolastica tesi ad ammodernare un patrimonio oggi al di sotto di standard qualitativi adeguati.

Tra i punti più controversi, proprio la detrazione fiscale, accusata dai sindacati di essere l'ennesimo regalo al settore privato, a fronte dei continui tagli riservati alla scuola pubblica ormai da anni. 

Altro punto che ha sollevato grandi critiche, quello che affida poteri sempre più vasti ai presidi, che possono in particolare decidere sugli scatti di carriera. 

Per quanto concerne le assunzioni, dal 2016 avverranno solo tramite concorso, dopo la stabilizzazione di oltre 100mila precari prevista dalla Legge di Stabilità appena approvata in Parlamento. 

Spariranno anche i supplenti, poiché a regolare la sostituzione di quelli assenti provvederà l'organico funzionale d'istituto, una rete di insegnanti stabilita a inizio anno da cui attingere per ogni evenienza.

Per quanto riguarda la carriera, gli aumenti di stipendio andranno a dipendere da un meccanismo cui contribuirà il merito, per il 70%, mentre il restante deriverà dall'anzianità. 

Ogni tre anni sarà il preside a stabilire quali insegnanti abbiano diritto ai premi, consegnando ai dirigenti scolastici un potere giudicato abnorme da sindacati e oppositori della riforma. 

Per quanto riguarda invece la didattica, si punterà ad una scuola sempre più digitale, oltre a favorire l'alternanza tra scuola e lavoro promuovendo stage aziendali.

Qui di seguito la rassegna stampa e, a seguire, il testo del DDL:





Testo del DDL sulla riforma della scuola
(17/05/2015 - G.C.)
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