Avvocatura

Niente più avvocati "a tempo perso". Ecco le future regole per l'esercizio della professione. In allegato la bozza del regolamento del Ministero

Si può essere avvocati solo se la professione è esercitata in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente
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Avvocati solo se la professione è esercitata “in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente”.

È questa la conditio sine qua non per chi vuole continuare la propria attività di avvocato sulla base dello schema di regolamento teso a disciplinare le modalità di accertamento dell'esercizio della professione forense pubblicato in questi giorni dal Ministero della Giustizia, in attuazione dell'art. 21 della l. n. 247/2012.

Attualmente al vaglio del Consiglio Nazionale Forense per il necessario parere, il regolamento detta una serie di condizioni che gli avvocati dovranno rispettare, a pena di cancellazione dall'albo, le eccezioni consentite, le modalità di accertamento e di reiscrizione dopo l'applicazione delle sanzioni.

 

Ecco le nuove regole:

 

-     Gli otto requisiti necessari per la professione

Per dimostrare che la professione forense è esercitata in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente, l'avvocato dovrà possedere “congiuntamente” gli 8 requisiti richiesti dall'art. 2 della bozza di regolamento del Ministero, ovvero:

» essere titolare di partita Iva attiva;

» avere l'uso di locali e di (almeno) un'utenza telefonica destinati allo svolgimento dell'attività professionale, anche associata;

» aver trattato almeno cinque affari l'anno anche se conferiti da altro professionista;

» possedere una pec regolarmente comunicata al Consiglio dell'Ordine;

» aver assolto gli obblighi di aggiornamento professionale;

» disporre di una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall'esercizio della professione;

» avere pagato i contributi annuali dovuti al Consiglio dell'Ordine;

» avere pagato i contributi alla Cassa di Previdenza Forense.

-     Sanzioni ed eccezioni

Il mancato rispetto degli 8 requisiti congiunti comporterà la cancellazione dall'albo, se l'avvocato non dimostrerà la sussistenza di giustificati motivi oggettivi o soggettivi.

Sarà il Consiglio dell'Ordine circondariale, ogni tre anni a verificare, con riguardo a ciascuno degli avvocati iscritti all'albo, la sussistenza delle modalità e dei requisiti richiesti per l'esercizio della professione e in mancanza a disporre la cancellazione per il professionista, comunicandola, una volta divenuta esecutiva, al Cnf e a tutti i consigli degli ordini territoriali.

La verifica non sarà prevista per i giovani avvocati: nello schema, infatti, è disposto che per i primi cinque anni dall'iscrizione all'albo non verranno effettuati i controlli.

 

-     Impugnazione  e reiscrizione

Ex art. 3 del regolamento, prima di deliberare la cancellazione dall'albo, il consiglio dell'ordine circondariale invita l'avvocato, a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando non è possibile, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, a presentare eventuali osservazioni entro un termine non inferiore a trenta giorni.

L'avvocato che ne fa richiesta è ascoltato personalmente.

La delibera di cancellazione è notificata entro quindici giorni all'interessato.

L'interessato, secondo l'art. 17, comma 14, della l. n. 247/2012, può presentare ricorso al Cnf nel termine di 60 giorni dalla notificazione, con effetto sospensivo.

L'avvocato cancellato, inoltre, ha diritto di essere reiscritto all'albo quando dimostri di avere acquisito i requisiti di cui era stato considerato sprovvisto, salvo che la cancellazione sia dipesa dal non aver trattato almeno cinque affari per ciascun anno o dal non aver assolto l'obbligo dell'aggiornamento professionale; in tal caso dovrà attendere dodici mesi da quando la delibera di cancellazione è diventata esecutiva prima di essere nuovamente iscritto. 

Schema di regolamento su modalità di accertamento dell’esercizio della professione forense
(09/02/2015 - Marina Crisafi)
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