Sei in: Home » Articoli

Cassazione: il lavoratore deve dimostrare il nesso di causalità tra la condotta del datore e il danno richiesto

sentenza cassazione martello giudice legge antoci etna

di Licia AlbertazziCorte di Cassazione civile, sezione lavoro, sentenza n. 10429 del 14 Maggio 2014. 

E' escluso il risarcimento del danno da perdita di chance al lavoratore che si dichiara essere stato illegittimamente pretermesso dalla selezione interna per l'incarico di funzionario se egli non assolve il proprio onere della prova. E' quanto stabilito dalla Cassazione nel caso di specie, in cui un lavoratore ricorre al giudice del lavoro lamentando di aver illegittimamente subito un arresto di carriera a seguito di tale esclusione, poiché a suo dire avrebbe detenuto tutte le caratteristiche richieste, nonché maturato adeguata esperienza. 

Dopo un primo respingimento, la domanda veniva successivamente accolta e, poiché nel frattempo il lavoratore era stato posto in pensione per integrazione dei requisiti, il giudice condannava il datore di lavoro a corrispondere un'indennità pari all'importo che avrebbe ricevuto nel caso in cui avesse ricoperto la posizione superiore, nonché una somma a titolo di risarcimento del danno. Avverso tale sentenza la banca datrice di lavoro proponeva ricorso in Cassazione.

La Suprema corte accoglie il ricorso, rilevando una violazione di legge dovuta ad errata interpretazione. Non erano emersi infatti elementi univoci che potessero provare l'esistenza di un vero e proprio diritto alla promozione del dipendente; inoltre, non si ravvisava alcun capo della sentenza relativo all'obbligo della società di procedere alla rinnovazione delle prove selettive per violazione dei principi di correttezza e buona fede. E' giurisprudenza costante quella che enuncia che “incombe sul singolo dipendente l'onere di provare il nesso di causalità tra l'impedimento datoriale e il danno derivato dal mancato conseguimento della qualifica superiore”. Ma nella sentenza impugnata nulla vi è al riguardo, dunque è escluso il risarcimento del danno da perdita di chance. Il ricorso è accolto e la Corte decide direttamente nel merito rigettando la domanda dell'ex dipendente.


Vai al testo della sentenza 10429/2014
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(18/05/2014 - Licia Albertazzi)
Le più lette:
» Cassazione: il giudice non può mortificare gli avvocati con compensi irrisori
» Il figlio che non aiuta i genitori commette reato
» Diritto all'indennità di accompagnamento e Inps: la Cassazione accoglie la domanda
» Multe e bolli: come si rottamano e cosa si risparmia
» Il rifiuto della notifica di un atto giudiziario
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF