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Concorsi per baby miss: pedofilia legalizzata?

figli minori bambini scuola
di Barbara LG Sordi -
Lex & the City - pensieri leggeri politicamente (s)corretti - 
episodio 47

Miss Italia è stata ceduta a La7. I concorsi di bellezze italiche non fanno più gola ai palinsesti pubblici, perché obsoleti o troppo cari. Ma non preoccupatevi, perché potrebbero essere presto soppiantati dai concorsi di bellezza "under 12", che si ripromettono di catturare l'attenzione di una fetta consistente di pubblico guardone, e magari un po' pedofilo.

Ebbene si, anche da noi stanno fiorendo sagre paesane, e non, in cui vengono incoronati o fasciati bimbe e bimbi dai 3 ai 12 anni, marchiandoli come i "più belli d'Italia" o "di Canicattì". Poco importa la località scelta per l'occasione, l'importante per i genitori dei piccoli è la blasonatura ricevuta.
Servisse poi a qualcosa. Se non a creare futuri piccoli mostri destinati ad essere al centro di psicoterapie o programmi di rieducazione alimentare.

Persino in America, patria natia di questo scempio infantile legalizzato, si sta cercando di mettere un freno a questo business. Perché purtroppo si tratta di un gran giro di soldi, che fa gola a tanti attori, tranne che quelli direttamente interessati, i bimbi appunto.

Ci sono state già denunce pesanti del sistema da parte di manager coinvolte direttamente nella gestione delle miss, come Heather Ryan di Toddlers & Tiaras (che tradotto suonerebbe "Poppanti e Corone") che ha preferito mollare un posto ben remunerato per darsi a raccolte fondi per proteggere l'ambiente, piuttosto che continuare a sostenere mamme (più raramente papà) invasate dal miraggio di popolarità. Denunce che arrivano anche da specialisti di psicologia infantile, che evidenziano l'inutilità di queste competizioni per il percorso formativo dei bambini, e che anzi ne minerebbero lo sviluppo emotivo e caratteriale. Oltre che la denuncia gravissima, da parte dei più,di alimentare la pedofilia.

Ammettiamolo, in Italia siamo sempre troppo avanti per quel che concerne i diritti dell'infanzia (ma direi diritti dell'umanità tutta, in generale). In Francia il Senato ha già approvato a settembre una legge che vieta i concorsi di bellezza under 16, pena per chi li organizza: due anni di reclusione e 30.000 euro di multa. E i francesi hanno la tendenza a applicare le pene ed evitare i condoni.
Da noi invece zero. Benvenuti sfruttatori di mini Miss e Mister, tanto le mamme sono consenzienti. Beh, non mi aspetto nulla di più da un paese in cui un ex premier è al centro di un'indagine per prostituzione minorile. Anzi, sì, me lo aspetterei proprio come tentativo di riscatto da questa immagine decadente e corrotta che il mondo intero ha di noi (forse sin dai tempi della caduta dell'Impero Romano d'Occidente).
Per carità, in Francia hanno ben più coraggio di far saltare teste che da noi. Basti pensare che nel gennaio 2012 venne cacciata da Vogue Francia la direttrice decennale Carine Roitfeld, proprio con l'accusa di pedofilia (aveva pubblicato un servizio con tre modelle di 7 anni agghindate da femmes fatales, ndr). Da noi sarebbe stata promossa, vista la tiratura eccezionale del numero (pedofili amanti di Vogue?).

Polemiche a parte, ora ci si vuole provare anche da noi a bloccare questo tipo di concorsi, spingendo il garante per l'infanzia, Vincenzo Spadafora, a far rispettare quelli che sono i principi dell'art. 36 della Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia, in cui si afferma:
"Gli Stati parti proteggono il fanciullo contro ogni altra forma di sfruttamento pregiudizievole al suo benessere in ogni suo aspetto".  

Intanto chi ama il cinema potrebbe rivedersi quel piccolo capolavoro che è "Little Miss Sunshine" del 2006, in cui una bimba occhialuta e il suo nonno molto alternativo si lanciano nella demistificazione di un concorso per miss californiane laccate e imparrucate a tutto punto. E capire che i bambini "just want to have fun"!

 
Email barbaralgsordi@gmail.it
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(31/10/2013 - Barbara LG Sordi)
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