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Le società tra professionisti

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di Licia AlbertazziRegolamento in materia di società per l'esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico, ai sensi dell'articolo 10, comma dieci, della legge 12 Novembre 2011, n. 183 (legge di stabilità 2012).

E' recente l'entrata in vigore del regolamento ministeriale n. 34 dell'8 Febbraio 2013 che legalizza e disciplina la costituzione delle società tra professionisti. Esso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 Aprile scorso. Ad eccezione della classe notarile – la cui figura assume determinate caratteristiche di interesse pubblico – i professionisti esercitanti specifiche attività regolate dai singoli Ordini professionali potranno ora unire le proprie competenze per esercitare una vera e propria attività “conforme ai Titoli V e VI del libro V del Codice Civile.

Società tra professionisti e società multidisciplinare (art. 1)

L'art. 1 del regolamento definisce la società tra professionisti e la società multidisciplinare. La prima deve essere “costituita secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile (...)” e si tratta di quell'organizzazione “avente ad oggetto l'esercizio di una o più attività professionali per le quali sia prevista l'iscrizione in appositi albi o elenchi regolamentati dal sistema ordinistico”. La seconda è un tipo specifico di società tra professionisti “costituita per l'esercizio di più attività professionali”, al cui interno cioè operano professionisti in possesso di competenze tra loro differenti.

All'interno della società si distinguono due figure principali: il socio professionista e il socio investitore

Trasparenza nei rapporti coi clienti (artt. 3, 4 e 5)

Uno dei principi del regolamento consiste proprio nel requisito della correttezza e della trasparenza che i professionisti devono garantire ai terzi. I soci devono prima di tutto possedere “i requisiti richiesti per l'esercizio della professione svolta in forma societaria” e secondariamente fornire al cliente informazioni complete e comprensibili. Al momento del conferimento dell'incarico il cliente ha il diritto di scegliere uno o più professionisti che materialmente porteranno a termine lo stesso. E' fatto obbligo alla società informare il cliente circa la possibile esistenza di situazioni di conflitto di interesse, non soltanto dal punto di vista strettamente professionale ma anche economico. L'art. 4 prevede l'onere a carico della società di “consegnare al cliente l'elenco scritto dei singoli soci professionisti, con l'indicazione dei titoli o delle qualifiche professionali di ciascuno di essi, nonché l'elenco dei soci con finalità di investimento.

L'art. 5 prevede la possibilità per il socio, durante l'esecuzione dell'incarico assegnato, di avvalersi dell'opera di ausiliari e di sostituti. Questi ultimi tuttavia limitatamente al caso di “sopravvenute esigenze non prevedibili”. Entrambe queste figure operano sotto la responsabilità del socio e lo stesso è obbligato a comunicare al cliente la presenza di questi collaboratori; il cliente ha la facoltà di revocare l'incarico al professionista per iscritto ed entro tre giorni dalla avvenuta comunicazione.

Esclusiva di partecipazione (art. 6)

L'articolo in oggetto esclude espressamente che ogni professionista possa partecipare contemporaneamente a più società tra professionisti. Tale obbligo viene meno per causa di recesso, esclusione o trasferimento della quota di partecipazione del socio. 

Requisiti del socio investitore (art. 6)

Accanto ai soci professionisti il regolamento prevede la possibilità di ingresso in società di soci di capitale. Essi tuttavia devono possedere i medesimi “requisiti di onorabilità previsti per l'iscrizione all'albo professionale cui la società è iscritta” e non deve aver riportato “condanne definitive per una pena pari o superiore a due anni di reclusione per la commissione di un reato non colposo e salvo che non sia intervenuta riabilitazione”. Inoltre, lo stesso non deve essere stato precedentemente cancellato da un albo per motivi disciplinari.

La violazione dei requisiti di onorabilità previsti integra illecito disciplinare sia per il socio che per la società.

Obbligo di iscrizione nel registro delle imprese e nella sezione speciale degli albi professionali (artt. 7, 8 e 9)

Tale iscrizione è obbligatoria per un duplice ordine di motivi: di “certificazione anagrafica” e di “pubblicità notizia ai fini della verifica delle incompatibilità di cui all'art. 6”. Attraverso la pubblicazione sul registro delle imprese, in ossequio al principio di trasparenza, i terzi sono così in grado di ottenere tutte le informazioni necessarie su ciascun socio. Inoltre, il regolamento pone alla società l'onere di iscriversi “in una sezione speciale degli albi o dei registri tenuti presso l'ordine o il collegio professionale di appartenenza dei soci professionisti”. L'art. 9 detta il procedimento di iscrizione presso l'ordine di appartenenza, individuando la competenza sulla base della circoscrizione presso cui è stabilita la sede legale della società. Prima di procedere all'iscrizione è onere del collegio professionale verificare che tutti i requisiti di onorabilità e compatibilità siano stati rispettati. Successive modifiche allo statuto o all'atto costitutivo, alla composizione sociale o al contratto posto in essere tra i professionisti deve essere tempestivamente comunicato all'Ordine competente, il quale provvederà ad effettuare le relative annotazioni.

 

Diniego di iscrizione, cancellazione dall'albo e impugnabilità dei provvedimenti (artt. 10 e 11)

Nel caso in cui il Consiglio rilevi situazioni di incompatibilità di cui all'art. 9, esso procede a “comunicare tempestivamente al legale rappresentante della società professionale i motivi che ostano all'accoglimento della domanda”. La società, da questo momento, ha dieci giorni per presentare in forma scritta le proprie osservazioni. La lettera che conferma il diniego deve essere consegnata per iscritto al rappresentante legale e corredata di idonea motivazione. Essa potrà essere impugnata “secondo le disposizioni dei singoli ordinamenti professionali”, salvo la possibilità di ricorrere all'autorità giudiziaria ordinaria.

La cancellazione dall'albo riguarda invece un momento successivo della vita della società e può essere disposta per la sopravvenienza di determinate condizioni. Il legislatore obbliga tuttavia l'Ordine ad ascoltare le ragioni della società – principio del contraddittorio – prima di procedere alla cancellazione. Tali condizioni sono sostanzialmente la perdita di uno o più requisiti richiesti dalla legge o dal regolamento (requisiti personali di onorabilità e professionalità dei singoli soci iscritti, adempimento degli obblighi societari così come rimandato al libro V del cod. civ.); in questi casi la società ha a disposizione tre mesi per sanare i vizi, decorsi i quali l'Ordine può legittimamente disporre la cancellazione dall'albo.

Responsabilità della società e dei singoli professionisti (art. 12)

I singoli soci sono individualmente responsabili per l'attività da loro posta in essere e, come tali, sono sottoposti al relativo procedimento disciplinare previsto dal proprio Ordine di appartenenza nel caso di violazione delle regole deontologiche. Il regolamento, accanto alla responsabilità individuale del socio, prevede tuttavia una responsabilità disciplinare solidale della società per le violazioni poste in essere dal proprio socio. Requisito fondamentale per l'operatività della responsabilità solidale è che il professionista abbia effettivamente eseguito direttive impartite dalla società stessa.

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(29/04/2013 - Licia Albertazzi)
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