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Crisi economica? Tutta colpa dei buchi!

povero tasca crisi soldi
di Barbara LG Sordi -
Lex & the City - pensieri leggeri politicamente (s)corretti - episodio 11



Per chi non se ne fosse ancora accorto la crisi c'è, eccome. E non pensiate che sia frutto di questo anno di passione, la crisi è in corso giá da un pezzo, e ora che Natale è alle porte è più che evidente. I soldi non ci sono.

La colpa è proprio dei buchi, buchi nei conti statali, buchi nelle vendite, buchi nelle tasche di noi poveri italiani. E attenzione perché la crisi ha anche una doppia identità: una che nasce dal crollo dei consumi ed una prodotta dal debito pubblico.


Il problema è che sino ad ora la preoccupazione maggiore per il Governo sia stata quella di colmare il buco causato dal debito pubblico, e per farlo i mezzi sono stati estremamente dannosi. La scelta più rapida e facile è stata quella di mettere mano nel portafoglio dei cittadini e delle aziende private. Se lo spread ha potuto abbassarsi di qualche risicatissimo punto è stato grazie al nostro contributo più che sofferto, tra tasse vecchie e nuove, che ci hanno accompagnato per interminabili mesi, e innumerevoli scadenze.

Questa strategia economica non ha certamente aiutato a sanare la prima crisi, quella dei consumi, anzi l'ha amplificata in maniera esponenziale. Come possono aumentare i consumi se i soldi scarseggiano? E infatti i dati trasmessi registrano cali continui. Attenzione però ad incolpare solo ed esclusivamente il Governo Monti, ricordiamoci anche il ruolo del passaggio da lira ad euro: un vero e proprio dramma per la spesa! La maggior parte dei prezzi dei beni invece che essere convertiti in valuta sono stati adeguati puntando al raddoppio - più facile infatti convertire mille lire in un euro (che però ne valeva quasi il doppio). Questa magia al momento ci ha storditi (io personalmente vivevo in lidi "esenteuro", in Inghilterra, e lo choc al rientro non l'ho ancora superato!), e poi fatto giustamente imbufalire. Ah si, perché mi sono dimenticata un banale dettaglio, per chi non se ne fosse accorto gli stipendi sono stati convertiti al centesimo. Senza errori.

E com'è che non ci siamo ribellati? Bah, questa è un'altra storia. Tornando alla nostra duplice crisi consigliamo già da ora al futuro Governo che verrà, invece di promettere abolizioni di Imu e Canone ed un milione di posti di lavoro, di concentrarsi un po' di più sul cercare seriamente di cominciare a ridurre la crisi dei consumi. Perché se l'economia non gira crolla veramente tutto: produzione, Pil, posti di lavoro. E il debito non può far altro che aumentare per poter sostenere una situazione critica.

Per rendere il quadro più chiaro usiamo una metafora nautica (suggeritami dal Direttore stesso, Roberto Cataldi): siamo su una barca piena di buchi che si sta riempiendo di acqua, cosa facciamo per non andare giù? Se siamo in preda al panico forse ci limiteremo a togliere acqua con un secchio; all'infinito però perché le falle non sono state riparate. Se riusciamo a mantenere il nostro sangue freddo tenteremo invece di tappare i buchi, salvandoci.

Ecco allora caro Governo tappa i buchi e per un momento dimenticati dell'acqua, e vedrai che te ne saremo molto grati, grazie!
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(21/12/2012 - Barbara LG Sordi)
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