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La tutela dell'usufrutto

Quali azioni può esperire l'usufruttuario per difendere il suo diritto
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Le tutele per l'usufruttuario

L'usufruttuario ha a disposizione numerosi strumenti posti a tutela del suo diritto, che ne permettono il pieno e indisturbato godimento.

Nel dettaglio, egli ha il diritto di ritenzione, la facoltà di promuovere l'azione negatoria e tutte le azioni a tutela della proprietà e del possesso.

Il diritto di ritenzione

Il diritto di ritenzione, in particolare, spetta all'usufruttuario nel caso in cui il proprietario non adempia al suo obbligo di corrispondergli l'indennità dovuta per le eventuali addizioni che il primo abbia apportato al bene oggetto di usufrutto.

L'azione negatoria

Oltre al diritto di ritenzione, l'usufruttuario ha facoltà di promuovere l'azione negatoria (già conosciuta dai Romani sotto il nome di “actio negatoria”). 

Tale mezzo processuale è diretto ad accertare l'inesistenza di servitù o altri diritti vantati da terzi sul fondo, nonché a far valere il divieto di immissioni sul proprio fondo sancito dall'art. 844 c. c. (per approfondimenti si veda la trattazione specifica in materia di proprietà: Tutela civile e penale contro le immissioni di rumore).

Azioni a difesa della proprietà e del possesso

L'usufruttuario, infine, avrà accesso a tutte le azioni che l'ordinamento ha posto a tutela della proprietà, nonché a difesa del possesso (sia che si tratti di azioni possessorie in senso stretto che di azioni c.d. di nunciazione, come visto nella sedes materiae) e potrà anche promuovere la c.d. vindicatio ususfructus, contro chiunque contesti, anche indirettamente, la titolarità del suo diritto.

Aggiornamento: Marzo 2017

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