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Le opposizioni nel processo di esecuzione

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Guida di procedura civile

Il libro III del codice di procedura civile disciplina il processo esecutivo pressochè in modo esaustivo e considerare anche, in aggiunta, delle parentesi cognitive, rappresentate dai casi di opposizione.

Il rapporto tra le opposizioni, di natura cognitiva, e il processo esecutivo è ben determinato: dal punto di vista strutturale si tratta di due procedure autonome e diverse, che, però, sono collegate tra loro dal punto di vista funzionale.

La relazione tra opposizione e processo esecutivo è, inoltre, influenzata dalla cosiddetta efficacia incondizionata del titolo esecutivo.

Tale efficacia deriva dalla necessità che il processo esecutivo prosegua indisturbato verso la sua conclusione, ovverosia la realizzazione concreta degli interessi dei creditori.

L'unica condizione richiesta è che il diritto per cui si procede sia accertato in una delle forme previste dal codice civile, che ne garantiscono un livello di certezza sufficiente per poter dar luogo all'esecuzione.

Tale grado di certezza è proprio quello che riesce a fornire il titolo esecutivo. Questo tipo di impostazione permette di capire il perchè all'interno del processo esecutivo i momenti di contraddittorio tra debitore e creditore siano quasi nulli.

L'"isolamento" del titolo esecutivo

L'efficacia incondizionata del titolo esecutivo comporta, come effetto, un isolamento del titolo medesimo dalla realtà giuridica che, invece, è in continua trasformazione. Pertanto, se da un lato l'efficacia isolante del titolo esecutivo consente agli organi esecutivi di assolvere al loro compito senza doversi occupare di accertamenti cognitivi, dall'altro lato proprio tale efficacia può creare delle condizioni di iniquità, incompatibili con l'ordinamento giuridico. Le suddette iniquità si generano a causa dell'attrito tra il carattere isolante del titolo esecutivo e la costante evoluzione della realtà giuridica che, invece, pretende continui adattamenti.  

Per evitare le predette conseguenze inique, ma allo stesso tempo far salva l'efficacia incondizionata del titolo esecutivo, essenziale per la funzionalità dell'esecuzione, occorre offrire ai soggetti interessati la possibilità di far valere le eventuali illegittimità che possono palesarsi, non all'interno dello stesso processo esecutivo, bensì in un'autonoma sede di cognizione quale è quella delle opposizioni nel processo esecutivo.

La sede per la risoluzione delle suddette illegittimità è necessariamente quella cognitiva. Ciò che è necessario fare, infatti, è compiere un accertamento attraverso un procedimento giudiziario nuovo, da introdurre con una specifica domanda giudiziale ad opera di colui che ha interesse all'accertamento medesimo.

Anche lo svolgimento di questo giudizio è autonomo rispetto all'esecuzione, seppure con essa funzionalmente collegato.

Posizione processuale delle parti e competenza

Ad avere interesse a promuovere un'opposizione è innanzitutto il soggetto passivo dell'esecuzione, ovverosia il debitore o il terzo proprietario, ma anche un ulteriore soggetto terzo.

Quando è promossa l'opposizione il soggetto passivo dell'esecuzione diviene attore del procedimento cognitivo, mentre il creditore diviene parte convenuta.

La sede e il giudice competente a trattare il procedimento cognitivo dell'opposizione sono diversi da quelli coinvolti per lo svolgimento dell'esecuzione.

Le opposizioni sono occasionate da un processo esecutivo già iniziato o solo preannunciato. In entrambi i casi esse devono poter essere in grado di influire, anche solo indirettamente, sullo svolgimento dell'esecuzione medesima.

Tipi di opposizione

Si può proporre opposizione in due modalità:

1) contestando la ragione stessa dell'esecuzione e mettendo in discussione la validità del titolo esecutivo (opposizione all'esecuzione);

2) contestando i singoli atti del processo esecutivo al fine di metterne in dubbio la modalità di svolgimento (opposizione agli atti esecutivi).

Effetti

Le parentesi di cognizione rappresentate dalle opposizioni producono degli effetti indiretti sullo svolgimento del processo esecutivo in cui si inseriscono.

Infatti l'eliminazione del titolo o la dichiarazione di illegittimità di determinati atti esecutivi travolge o arresta il processo.

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