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Pluralità di pignoramenti: cosa accade

Commento e guida al contenuto dell'art. 550 c.p.c.
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Avv. Daniele Paolanti - Il codice di procedura civile, all'art. 550, prevede l'obbligo gravante sul terzo di indicare quali e quanti pignoramenti siano stati eseguiti presso di lui. Si legge nel disposto normativo, infatti, che "Il terzo deve indicare i pignoramenti che sono stati eseguiti presso di lui. Se altri pignoramenti sono eseguiti dopo che il terzo abbia fatto la sua dichiarazione, egli può limitarsi a richiamare la dichiarazione precedente e i pignoramenti ai quali si riferiva. Si applicano le disposizioni dell'articolo 524 secondo e terzo comma". Stando a quanto previsto, sembrerebbe (e difatti è) che la norma preveda due distinti ipotesi: quella di più pignoramenti contemporanei e quella di pignoramenti successivi.

Il contenuto dell'art. 550 c.p.c.: alcune riflessioni

Partendo dal comma 1 si evince di come il terzo sia tenuto ad indicare nella dichiarazione di cui all'art. 547 c.p.c. eventuali altri pignoramenti che siano stati eseguiti presso di lui. La dottrina non ha mancato di rilevare come detta dichiarazione rappresenti un obbligo dalla cui inosservanza ouò scaturire un danno nei confronti dei creditori pignoranti precedenti (Nicola Picardi, Codice di Procedura Civile, Giuffrè editore, Milano, p. 1862. V. anche Andrioli, Commento, III, 207; Bucolo, Il pignoramento e il sequestro presso il terzo, 256 e Satta, Commentario, III, p. 331). Tuttavia, accanto al prefato obbligo, sorge un vero e proprio onere nei confronti del terzo, consistente nell'opportunità di eseguire la dichiarazione al fine di evitare che la mancanza della stessa potrebbe generare autonoma prosecuzione di due distinte procedure culminanti in una doppia assegnazione dello stesso credito (Nicola Picardi, Codice di Procedura Civile, Op. cit. p. 1862).

Al comma due è invece prevista l'ipotesi di pignoramenti che siano stati eseguiti successivamente alla dichiarazione resa dal terzo. In detta specifica eventualità, questi può limitarsi a richiamare la precedente dichiarazione e i pignoramenti cui si riferiva. Può altresì rilevarsi che facendo espresso richiamo il comma 3 all'art. 524 c.p.c. (pignoramento successivo) ed ai suoi commi 2 e 3 (Il processo verbale è depositato in cancelleria e inserito nel fascicolo formato in base al primo pignoramento [c.p.c. 488, 518], se quello successivo è compiuto anteriormente all'udienza prevista nell'articolo 525, primo comma, ovvero alla presentazione del ricorso per l'assegnazione o la vendita dei beni pignorati nell'ipotesi prevista nel secondo comma dell'articolo 525. In tal caso il cancelliere ne dà notizia al creditore primo pignorante e l'esecuzione si svolge in unico processo [c.p.c. 527; disp. att. c.p.c. 160]. Il pignoramento successivo, se è compiuto dopo l'udienza di cui sopra ovvero dopo la presentazione del ricorso predetto, ha gli effetti di un intervento tardivo [c.p.c. 528] rispetto ai beni colpiti dal primo pignoramento. Se colpisce altri beni, per questi ha luogo separato processo) bisogna tenere distinte due ipotesi: se il pignoramento sia compiuto prima o dopo l'udienza fissata per la vendita o l'assegnazione, perchè se compiuto prima il processo tende a svolgersi in modo unitario mentre nel secondo caso il pignoramento successivo avrà l'efficacia di un intervento tardivo (Nicola Picardi, Codice di Procedura Civile, Op. cit. p. 1862).

La posizione della giurisprudenza

Quel che ci interessa è la disamina di una pronuncia del 2010 della Suprema Corte, la quale ha rilevato che nelle ipotesi di espropriazione di crediti presso terzi, il pignoramento successivo di quote diverse del medesimo credito non rappresenta una forma di pignoramento di beni diversi, ma di un bene unitario.

Laddove ricorra detta specifica circostanza, quindi, il giudice dell'esecuzione, se dovesse apprendere che il medesimo credito è stato oggetto di più procedimenti esecutivi, ha l'obbligo di riunirli, eventualmente disponendo anche la revoca del provvedimento di assegnazione emesso in uno di essi (Cassazione civile sez. III 04 ottobre 2010 n. 20595). Prestiamo attenzione alle parole impiegate a tal riguardo dai giudicanti: "Il giudice dell'esecuzione, quindi, comunque venga a conoscenza (o di ufficio o su iniziativa di parte) della contemporanea pendenza di due procedimenti esecutivi ricollegabili a due pignoramenti diretti sullo stesso bene, deve necessariamente provvedere alla riunione dei due procedimenti esecutivi, revocando, eventualmente, anche il provvedimento di assegnazione emesso in uno di tali procedimenti, e dar corso al prosieguo della procedura esecutiva". I giudici di Piazza Cavour motivano detto convincimento con il presupposto che sussiste una chiara esigenza di realizzare un unico processo esecutivo al fine di rendere operante il concorso dei creditori.

Per approfondimenti vai alla guida sul pignoramento


Daniele PaolantiDaniele Paolanti - profilo e articoli
E-mail: daniele.paolanti@gmail.com Tel: 340.2900464
Vincitore del concorso di ammissione al Dottorato di Ricerca svolge attività di assistenza alla didattica.
(21/11/2016 - Avv.Daniele Paolanti) Foto: 123rf.com
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