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Banche: al via la riforma delle cooperative ma niente rimborsi ai truffati

Approvato il maxidecreto dal Consiglio dei Ministri. Ecco tutte le misure
una moneta su tutte le altre che evoca il concetto di holding

di Marina Crisafi - Un "sistema bancario più solido", a preoccupare saranno di più le "banche di altri paesi" che potranno avere effetti anche da noi. Con queste parole il premier ha chiuso ieri notte la conferenza stampa seguita alla riunione n. 103 del Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera al maxidecreto banche.

Un decreto che ha visto varare la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia statale per lo smaltimento delle sofferenze e le agevolazioni fiscali per far ripartire le vendite giudiziarie degli immobili agevolando così il recupero dei crediti, ma dal quale sono slittati, come da previsioni, i rimborsi ai risparmiatori truffati dei quattro istituti salvati con il d.l. salvabanche del 22 novembre scorso. Non si tratta però di uno slittamento, in quanto, secondo quanto affermato dallo stesso presidente del consiglio, i testi sono quasi pronti e a giorni l'intervento verrà approvato.

Ecco, in pillole, le novità dei provvedimenti approvati:

Riforma delle Bcc

Dopo mesi di attesa, arriva la riforma delle Bcc, che recepisce in larga parte l'autoriforma messa a punto in precedenza. Valutate le diverse soluzioni, sino all'ultima ora, il Consiglio dei Ministri ha deciso di puntare sulla holding unica per la riforma delle banche cooperative. L'impostazione finale, dunque, vedrà una capogruppo unica con capitale di oltre un miliardo al fine di coagulare l'intero sistema mediante contratti di coesione per un controllo maggioritario.

Le banche che hanno riserve superiori a 200 milioni, però, potranno scegliere di non aderire alla holding, a patto però di versare nelle casse dell'erario almeno il 20% del loro capitale.

Garanzia statale per le sofferenze bancarie

Al via anche la garanzia statale per agevolare lo smaltimento delle sofferenze bancarie. La garanzia aiuterà a smaltire circa 70 miliardi di crediti (sui 200 lordi e sugli 88 netti) divenuti inesigibili e al fine di renderli maggiormente appetibili, e dunque spendibili sul mercato a prezzi più alti, l'esecutivo mira a rendere più rapide anche le escussioni delle garanzie immobiliari ed ipotecarie dei prestiti non restituiti, oltre a vari interventi destinati a rendere più rapide le procedure concorsuali, nell'attesa del riordino del diritto fallimentare che arriverà con ddl delega cui sta lavorando il ministero della giustizia.

Il provvedimento approvato che, nelle stime del tesoro dovrebbe smuovere i 70 miliardi di crediti inesigibili, è "in linea con le condizioni di mercato per il rischio assunto", secondo quanto sottolineato dalla commissione europea che ha dato il suo benestare all'intesa firmata tra il ministro dell'economia Padoan e il commissario alla concorrenza Margrethe Vestager.

Agevolazioni sugli immobili

Il provvedimento prevede anche una misura che agevola le vendite giudiziarie degli immobili in esito alle procedure esecutive, tagliando nettamente l'imposta di registro che in luogo del 9% per valore di assegnazione del bene, attualmente previsto, passerà all'importo fisso di 200 euro.

Questo, però, soltanto se le banche o gli altri intermediari che acquistano gli immobili all'asta riescano a rivenderli entro i ventiquattro mesi successivi.

I rimborsi ai truffati

Quanto, infine, alla questione degli indennizzi per i risparmiatori che avevano acquistato obbligazioni subordinate dei quattro istituti oggetto del dl salvabanche (banca Etruria, banca Marche, Carife e Carichieti), essendo stati stralciati dal decreto vedranno l'applicazione dei due veicoli normativi contemplati dalla legge di Stabilità 2016: ossia un Dpcm che costituisca la camera arbitrale presso l'Anac e un decreto ministeriale che definisca le modalità per accedere ai rimborsi (che, comunque, non supereranno la soglia dei 100mila euro) e indichi i criteri per stabilire le ipotesi di violazione delle norme a tutela del risparmio e gli obblighi informativi cui saranno tenuti gli istituti interessati nel confronto con il fondo tutela.

Entrambi i provvedimenti, secondo quanto previsto dalla manovra vanno varati entro fine marzo, ma a detta dello stesso premier sono quasi pronti e potrebbero arrivare a palazzo Chigi molto prima.

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(11/02/2016 - Marina Crisafi)
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