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La revocatoria penale

Gli atti che ne possono essere oggetto e l'efficacia della revoca
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di Valeria Zeppilli - Il codice penale, agli articoli da 192 a 195, disciplina la cd. revocatoria penale, ovverosia un rimedio teso a conservare la garanzia patrimoniale del debitore/autore del reato a vantaggio dei titolari dei crediti che derivano dal reato stesso.

Proprio nella circostanza che il patrimonio che si vuole garantire è quello del responsabile di un reato, la revocatoria penale trova la sua peculiarità rispetto a quella ordinaria civile, il cui utilizzo, tuttavia, non è escluso neanche in questa peculiare fattispecie, se ne ricorrono i presupposti soggettivi e oggettivi.

La disciplina del codice penale

Nel dettaglio, il codice penale distingue a seconda che gli atti compiuti dal colpevole siano stati posti in essere prima o dopo il reato e a seconda che essi siano a titolo gratuito o a titolo oneroso.

Procedendo con ordine, l'articolo 192 stabilisce che gli atti a titolo gratuito compiuti dal colpevole del reato dopo la sua commissione sono senz'altro inefficaci, mentre, per l'articolo 193 quelli compiuti a titolo oneroso si presumono in frode ai creditori, ma per la revocatoria è necessaria la prova della mala fede del terzo.

L'articolo 194, infine, stabilisce che gli atti a titolo gratuito compiuti dal colpevole del reato prima del compimento dello stesso sono inefficaci solo se si provi che egli li ha compiuti in frode.

Per quelli a titolo oneroso eccedenti la semplice amministrazione o la gestione dell'ordinario commercio, nei confronti dei quali la disposizione si applica, la revoca è subordinata alla circostanza che anche l'altro contraente fosse in mala fede.

Occorre comunque specificare che gli atti antecedenti il reato passibili di revoca sono solo quelli compiuti sino ad un anno prima il misfatto.

Le disposizioni del codice penale che si occupano di revocatoria si concludono con la previsione in base alla quale i diritti dei terzi restano comunque regolati dalle leggi civili.

Il colpevole di reato

Come è possibile notare da quanto detto sinora, il codice penale, nel disciplinare la revocatoria, fa riferimento espresso al colpevole di reato.

Tale circostanza deve far ritenere che non possono essere tutelati con tale mezzo, ma semmai con la revocatoria ordinaria o, se ne ricorrono i presupposti, con la revocatoria fallimentare, i creditori del responsabile civile e del civilmente obbligato per la pena pecuniaria, così come non è possibile ottenere tutela con tale strumento rispetto agli atti di disposizione patrimoniale posti in essere dai successori dell'autore del reato.

In ogni caso, deve ritenersi colpevole ai fini di cui all'azione revocatoria penale, anche chi sia stato dichiarato non punibile per concessione del perdono giudiziale.

L'inefficacia relativa dell'atto di disposizione patrimoniale

Come la revocatoria ordinaria civile (e anche come quella fallimentare) la revocatoria penale ha efficacia relativa, in quanto l'atto di disposizione patrimoniale che essa va a colpire continua a mantenere la propria validità, divenendo inefficace solo nei confronti del creditore che abbia fatto ricorso allo specifico rimedio.

Quest'ultimo, quindi, una volta ottenuta la revocatoria potrà promuovere nei confronti dei terzi acquirenti le azioni esecutive e conservative sul bene interessato.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
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(09/09/2015 - Valeria Zeppilli)
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