Nudismo in spiaggia? Può costare caro

Mentre il topless è ormai tollerato, il costume adamitico è a rischio denuncia nei luoghi pubblici o esposti al pubblico
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di Lucia Izzo - Intero, quasi un vestito, oppure con uno slip alto a coprire metà dell'addome: questi gli elementi della moda mare degli anni '50, che oggi ha lasciato il posto a bikini sempre più ristretti e a costumi da bagno che lasciano ben poco all'immaginazione. E dal bikini al topless il passo è stato davvero breve e poco faticoso, tanto che ormai sui litorali nostrani vedere un seno nudo in spiaggia non è più uno shock.

Se in passato, infatti, fioccavano i procedimenti penali contro le sostenitrici del seno nudo sul bagnasciuga, già a partire dalla fine degli anni '70 si è diffusa una certa tolleranza che determina l'assoluzione delle imputate. Anche se è solo nel 2000, con la celebre sentenza n. 3557 della Corte di Cassazione, che l'esibizione del seno nudo femminile verrà espressamente qualificata come un comportamento non lesivo, comunemente accettato ed entrato nel costume sociale.

Pertanto, la giurisprudenza italiana è ormai assestata sulla tolleranza pressoché unanime del fenomeno, come dimostra la celebre assoluzione nel 2010 di una donna romana denunciata da una mamma con l'accusa di atti osceni in luogo pubblico per aver spalmato la crema solare in spiaggia sul seno nudo.
Non solo, dopo l'archiviazione la denunciante ha dovuto anche sborsare una somma pari a 25mila euro per risarcire i danni morali e d'immagine subiti dalla bagnante a causa del clamore mediatico provocato dalla denuncia.

Tutto cambia, invece, quando viene a considerarsi il nudo integrale in spiaggia.

La normativa italiana non prevede espressamente un divieto in tal senso, tuttavia la giurisprudenza è più volte intervenuta a chiarire che la nudità integrale è ammessa e tollerata nelle spiagge riservate ai nudisti o da essi solitamente frequentate, poiché la nudità dei genitali assume un diverso rilievo penale in funzione del contesto oggettivo e soggettivo in cui è concretamente inserita.

L'ultima sentenza rilevante sull'argomento è della terza sezione penale della Corte di Cassazione che ha confermato la sanzione di 1.200 euro a carico di un uomo colpevole di aver preso la tintarella "come mamma l'ha fatto" su una spiaggia di Taormina non dedicata ai nudisti.
Per i giudici la nudità integrale non è da considerarsi tollerata a causa dell'evolversi del comune sentimento, ma anzi risulta idonea a provocare turbamento nella comunità attuale (leggi: "Cassazione: può costar caro il costume adamitico, se la spiaggia non è per nudisti").
Gli amanti del costume "adamitico", dunque, potranno liberamente frequentare campi di nudisti, riservati a soggetti consenzienti, ma non luoghi pubblici o esposti al pubblico, come avvenuto per la spiaggia scelta dall'uomo.

Per evitare di incappare in una denuncia, meglio per i bagnanti "a corpo libero" selezionare con cura la meta delle proprie vacanze o le spiagge sulle quali prendere il sole.
(30/08/2015 - Lucia Izzo)
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