Gli ordini di protezione contro gli abusi familiari. Presupposti, contenuto e procedimento

Guida legale sul sistema di tutela previsto dall'art. 342-bis del codice civile
violenza donne separazione divorzio lite litigano maltrattamenti

di Valeria Zeppilli – L'articolo 342-bis del codice civile disciplina gli ordini di protezione contro gli abusi familiari, stabilendo che, nei casi in cui dalla condotta del coniuge o di altro convivente derivi un grave pregiudizio all'integrità fisica o morale o alla libertà dell'altro coniuge o convivente, il giudice può adottare su istanza di parte uno dei provvedimenti previsti dal successivo articolo 342-ter.

I presupposti per l'emanazione degli ordini di protezione

Da quanto emerge dalla lettera della norma, presupposti per l'emanazione degli ordini di protezione sono la sussistenza di una condotta gravemente pregiudizievole dell'integrità fisica o morale o della libertà di un altro soggetto e la circostanza che quest'ultimo sia coniuge o convivente di colui che pone in essere la condotta.

La finalità è evidentemente quella di interrompere e prevenire situazioni in cui la convivenza sia turbata da fatti violenti che generino lesioni alla persona non insignificanti.



Il contenuto degli ordini di protezione


Il giudice, laddove ricorrano i presupposti sovra evidenziati, può disporre la cessazione della condotta o l'allontanamento dalla casa familiare del soggetto che abbia posto in essere il comportamento pregiudizievole e prescrivergli, se necessario, di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla “vittima”, salvo che non debba farlo per esigenze lavorative.

Il giudice, inoltre, può disporre l'intervento dei servizi sociali, di un centro di mediazione familiare o delle associazioni che si occupano del sostegno e dell'accoglienza di donne e minori o di altri soggetti vittime di abusi e maltrattamenti; nonché il pagamento periodico di un assegno a favore delle persone vittime dei soprusi che rimangano prive di mezzi adeguati a seguito dei provvedimenti a carico del responsabile.

Nel caso in cui insorgano difficoltà o contestazioni circa l'attuazione degli ordini di protezione, il giudice può prendere i provvedimenti che ritenga più opportuni, anche avvalendosi della forza pubblica e degli ufficiali sanitari.

Il procedimento per la concessione degli ordini di protezione

La concessione degli ordini di protezione è regolamentata, da un punto di vista procedurale, dall'articolo 736-bis del codice di procedura civile.

Esso stabilisce che l'istanza vada proposta dalla parte personalmente, con ricorso al tribunale del luogo di residenza o domicilio, il quale provvede in camera di consiglio in composizione monocratica.

A questo punto, il presidente del tribunale designa il giudice a cui è affidata la trattazione del ricorso e questo, sentite le parti, procede ad istruire la causa nel modo che ritiene più opportuno e provvede con decreto motivato immediatamente esecutivo.

In caso di urgenza il giudice può assumere sommarie informazioni e adottare immediatamente l'ordine di protezione, fissando poi udienza di comparizione delle parti entro un termine non superiore a quindici giorni e assegnando un termine non superiore a otto giorni per la notificazione del ricorso e del decreto. All'udienza il giudice può confermare, modificare o revocare il suo provvedimento.


Il reclamo avverso l'ordine di protezione o il suo rigetto

Avverso il decreto con cui il giudice adotta l'ordine di protezione, rigetta il ricorso o conferma, modifica o revoca l'ordine precedentemente adottato, può proporsi reclamo al tribunale entro dieci giorni dalla comunicazione o dalla notifica del decreto.

Tale reclamo non sospende l'esecutività dell'ordine di protezione e il tribunale vi provvede in camera di consiglio in composizione collegiale (senza il giudice che ha emesso il decreto), sentite le parti e con decreto motivato non impugnabile.


La durata degli ordini di protezione

La durata degli ordini di protezione è stabilita dal giudice con il medesimo decreto con il quale li dispone.

Essa, in ogni caso, decorre dal giorno in cui viene eseguito l'ordine e non può eccedere un anno.

Solo su istanza dell'interessato e in presenza di gravi motivi, l'ordine di protezione può essere prorogato.

Le conseguenze del mancato rispetto degli ordini di protezione


Il mancato rispetto degli ordini di protezione comporta una sanzione di carattere penale: si tratta in particolare di quella prevista dal primo comma dell'articolo 388 del codice penale in caso di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, irrogabile a querela della persona offesa.

Valeria ZeppilliAvv. Valeria Zeppilli - profilo e articoli
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(16/08/2015 - Valeria Zeppilli)
Le più lette:
» Avvocati di successo: le sei abilità necessarie
» Il peggior cliente che l'avvocato possa mai sperare di avere…
» Paga il danno da alienazione parentale la mamma che non fa vedere il figlio all'ex
» Avvocati: da Shakespeare a Oscar Wilde, i più celebri aforismi sul mondo dell'avvocatura
» Risarcimento in libri per la baby squillo dei Parioli
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
bottone newsletter Icona Facebook Icona Rss Icona Google plus Icona twitter Icona linkedin
Print Friendly and PDF