Cassazione: arriva l'"ingiuriometro" non sempre il "Vaffa" è offensivo
Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: arriva l'"ingiuriometro" non sempre il "Vaffa" è offensivo

D'ora in avanti occorre fare attenzione al modo di reagire di fronte a un torto ricevuto. O meglio sarà necessario valutare fino a che punto ci si può spingere con l'uso di parole offensive. Gli Ermellini fanno rilevare che oggi si usa con troppa facilità il vaffa e consiglia quindi di reagire in modo più pacato. Insomma se proprio dovete reagire ad un torto ricevuto, anziche' mandare a 'quel paese' qualcuno, ditegli semplicemente 'non infastidirmi'. I supremi Giudici prendono spunto da un caso di ingiuria e ne fanno occasione per stilare un vero e proprio "ingiuriometro": un misuratore dell'ingiuria. In certe situazioni, spiega la Corte (sentenza n. 30956 /2010) e' difficile "eliminare i toni accesi e le espressioni pesanti", specie se ci si trova in un "contesto di polemica" come accade in politica, ma dato il dilagare sempre più massivo delle ingiurie "ai fini di accertare se sia leso il bene protetto dall'art. 594 c.p. occorre fare riferimento ad un criterio di media convenzionale". In altri termini per stabilire se un 'vaffa' è da considerarsi offensivo occorre fare riferimento "alla personalita' dell'offeso e dell'offensore e al contesto nel quale la frase ingiuriosa è stata pronunciata". Secondo la Corte vi può essere tolleranza se il turpiloquio avviene in un contesto 'ioci causa' o tra soggetti in posizione di parita', insomma "in situazioni che non richiedono manifestazione di specifico rispetto".

Altre informazioni su questa sentenza

Il caso finito in Cassazione si riferisce ad una lite tra due uomini che si era conclusa con un bel "vaffa". Il Tribunale aveva deciso per una multa ma l'imputato aveva fatto ricorso in Cassazione facendo notare che il vocabolo, "ormai di uso comune ha perso la sua efficacia offensiva" pur rimanendo una espressione maleducata. La Quinta sezione penale ha bocciato questa linea difensiva facendo rpesente che le parolacce assumono una valenza piu' o meno offensiva a seconda del contesto in cui ci si trova. "Se vengono pronunciate nei confronti di un insegnante che fa una osservazione o di un vigile che da' una multa, assumono carattere di spregio". Tut'alpiù si può tollerare il turpiloquio che avviene per gioco o in altre situazioni che non richiedono uno specifico rispetto. Applicando l''ingiuriometro' al caso in questione, la Cassazione ha ritenuto che il 'vaffa' pronunciato costuisce una ingiuria a tutti gli effetti tale da "attaccare e offendere l'onore e il decoro". La situazione consigliava, invece, di "porre fine alla discussione con il ricorso ad una espressione tipo 'non infastidirmi'", conclude piazza Cavour.


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