Il clandestino che ha figli con permesso di soggiorno regolare in Italia non va espulso. La deroga 'temporanea' puo' essere concessa proprio per non creare un trauma ai figli che deriverebbe 'dalla perdita improvvisa della figura genitoriale'. Lo dice la Corte di Cassazione a sezioni Unite Civili occupandosi del caso di Rackid H., cittadino marocchino che aveva chiesto la sospensione del provvedimento di espulsione dal nostro territorio per occuparsi della figlia minore nata ad Urbino nel 2002 dal matrimonio da lui contratto con una cittadina marocchina. Madre e figlia avevano regolarmente il permesso di soggiorno mentre il padre, pure in condizioni di clandestinita', aveva sempre provveduto a prestare cure e affetto alla figlia minore avviandola alla frequenza della scuola materna. Secondo la Suprema Corte, che ha accolto il ricorso del clandestino il diritto del minore ad avere accanto il genitore rappresenta 'un interesse specifico e pressante che va tutelato, anche in deroga delle disposizioni in materia di immigrazione'. A patto che tale deroga, precisa Piazza Cavour, sia limitata ad un 'periodo determinato'.
Articoli correlati
In evidenza oggi
- Casa di cura accreditata: responsabilità per danno erariale anche dopo la cessione del credito
- Diario di Anna Frank online: sì nei Paesi dove è di dominio pubblico
- Inferriata davanti alla porta: quando è consentita in condominio
- Sanzione disciplinare e processo penale: nessuna violazione bis in idem
- Certificato di agibilità: la sua assenza può dare diritto al risarcimento




