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Legge di stabilità: soldi anche ai 'paradisi fiscali'

vacanza rovinata
Ogni anno la Legge di stabilità provoca malumori a milioni d'italiani a causa dei tagli alla spesa pubblica che spesso sottraggono risorse a sanità, istruzione ed altri servizi pubblici essenziali e per l'aumento delle imposte a cui ormai ci siamo abituati per non dire 'assuefatti'.

Come sappiamo la legge di stabilità in Italia ha sostituito la legge finanziaria e ha come suo scopo quello di dividere le risorse tra le varie componenti di spesa ed i vari Ministeri. La stessa deve essere approvata ogni anno entro il 31 dicembre. Quest'anno la legge di stabilità arriva in un periodo di forte crisi economica ed imposizione fiscale elevata ed è per questo che alcune misure possono apparire incomprensibili. Così ad esempio la decisione di stanziare ben 4,75 milioni di euro in favore delle isole Barbados, Bahamas e Cayman, note per essere dei paradisi fiscali. Ovvero luoghi in cui vi è discrezionalità assoluta sugli investimenti e fondi che arrivano da persone non residenti, con bassa tassazione e che quindi attirano capitali dall'estero, soprattutto dai paesi come l'Italia a grande pressione fiscale favorendo così l'evasione fiscale su grandi fette di patrimoni di rilevante entità.

Questi fondi però non rappresentano una novità di quest'anno e rientrano nel progetto "fondi multilaterali di sviluppo" come ad esempio il "fondo africano di sviluppo" e il "fondo internazionale per lo sviluppo agricolo". La legge di stabilità per il 2013 se ne occupa all'articolo 171 e stabilisce che i paesi poveri riceveranno dall'Italia 1,8 miliardi di euro, molti diretti allo sviluppo delle zone povere dell'Africa. Andando poi a leggere i singoli Paesi destinatari, scopriamo che vi è anche la "Banca per lo sviluppo dei Caraibi" di cui appunto fanno parte le isole Cayman, Bahamas e Barbados.

Questa banca è nata per volontà soprattutto di Gran Bretagna e Canada, il suo compito è finanziare con tassi vantaggiosi imprese medio piccole e i governi al fine di sostenere lo sviluppo del sistema scolastico e sanitario. L'Italia, entrata in questo progetto nel 1988 con la legge 198 del 17 maggio, ha sempre finanziato la stessa sottoscrivendo parte del capitale, ma non avendo nessun ruolo decisionale di rilevanza sui progetti portati avanti.

In realtà i progetti curati da questa banca riguardano anche la ricostruzione di Haiti distrutta dal terremoto del 2010. Negli anni precedenti a seguito di polemiche il governo aveva precisato che questi finanziamenti sono di lieve entità rispetto a quelli ricevuti da altri progetti ma hanno un valore simbolico elevato e di conseguenza servono a mantenere buoni rapporti diplomatici con i Caraibi.

Deve però essere sottolineato che da questo patto ci si può liberare e infatti la Francia, che era entrata nel 1984, si è sciolta da questo impegno già dal 2000 senza avere per questo messo in discussione i rapporti amichevoli tra i Paesi e senza riceverne scompensi.

E tu che ne pensi? Lascia qui sotto un tuo commento.
(31/12/2012 - A.V.)
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