di Annamaria Villafrate —
L'anticipo del TFR (Trattamento di fine rapporto) viene riconosciuto al lavoratore in presenza di motivazioni e di condizioni specifiche previste dall'ordinamento
- Cos'è l'anticipo del TFR
- Requisiti per l'anticipo del TFR
- I limiti per il datore di lavoro
- Casi in cui si può chiedere il TFR
- Limiti oggettivi e soggettivi
- Condizioni dei CCNL e dei patti individuali
- l datore di lavoro può rifiutare l'anticipo del Tfr?
- Come chiedere l'anticipo del TFR
- Quali documenti occorre presentare per l'anticipo del Tfr?
- In che modo?
- Come è possibile dimostrarlo?
Cos'è l'anticipo del TFR
L'anticipo del Trattamento di fine rapporto è un diritto che viene riconosciuto al lavoratore in presenza di motivazioni e di condizioni specifiche previste dall'ordinamento.
Vediamo che cosa prevede il codice civile al riguardo, in quali casi l'anticipo può essere richiesto e in quali no e in che modo si deve chiedere al datore di lavoro.
Requisiti per l'anticipo del TFR
A stabilire i requisiti in presenza dei quali il lavoratore può procedere alla richiesta di un anticipo del TFR ci pensa l'art. 2120 c.c. che al comma 6 così dispone: "Il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70 per cento sul trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta."
Dalla norma si evince che sono due i requisiti necessari per poter chiedere al proprio datore di lavoro un anticipo del TFR:
- il rapporto di lavoro presso il datore a cui si fa domanda per l'anticipo del TFR deve durare da almeno 8 anni;
- la costanza del rapporto di lavoro nel momento in cui si richiede l'anticipo.
Anticipo del TFR che, come precisa la norma:
- non può superare il 70% di quello che sarebbe il TFR in caso di cessazione del rapporto lavorativo;
- non può essere richiesto per più di una volta durante il rapporto lavorativo;
- deve essere detratto dal Trattamento di fine Rapporto finale.
I limiti per il datore di lavoro
Occorre inoltre considerare che anche il datore va incontro a dei limiti nel riconoscere l'anticipo del TFR ai propri dipendenti. Costui infatti, come prevede sempre l'art. 2120 del Codice Civile, non può soddisfare richieste che risultino superiori annualmente al 10 per cento degli aventi titolo e in ogni caso in misura non superiore al 4 per cento del numero totale dei dipendenti.
Casi in cui si può chiedere il TFR
Come anticipato inizialmente, per la richiesta dell'anticipo del TFR, è necessario che il lavoratore sia in possesso dei requisiti appena visti e che adduca delle valide ragioni per poter ottenere l'anticipo del TFR.
Il Codice civile, anche in questo caso, ci viene in soccorso stabilendo in quali casi la richiesta di anticipo del Tfr è giustificata, ossia:
- quando il lavoratore deve sostenere delle spese sanitarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture sanitarie pubbliche;
- quando il dipendente deve acquistare la prima casa di abitazione per sé stesso o per i figli, documentato con atto notarile.
La richiesta di anticipo del TFR però è anche giustificata dalla necessità di dover sostenere delle spese nei periodi in cui il lavoratore beneficia dei congedi parentali e per la sua formazione (art. 5 del D.Lgs. 151/2001 e art. 7 della Legge 53/2000), dei periodi di congedo facoltativo dopo la nascita di un figlio, per il conseguimento di un titolo e per la partecipazione ad attività formative.
Limiti oggettivi e soggettivi
Abbiamo visto che il datore di lavoro può concedere l'anticipo del TFR solo nel rispetto di certe percentuali annue degli aventi diritto e dei lavoratori nel loro complesso. Ne consegue che, se il lavoratore, con la sua richiesta fa sforare al datore le suddette percentuali, l'anticipo del TFR non gli potrà essere riconosciuto.
Per quanto riguarda invece i limiti soggettivi dell'anticipo del TFR, non hanno diritto a questo trattamento i dipendenti pubblici, i dipendenti di aziende private che si trovano in una condizione di crisi e i lavoratori che hanno contratto dei debiti per i quali hanno una cessione del quinto in corso al momento della richiesta.
Condizioni dei CCNL e dei patti individuali
Questi i requisiti e le condizioni sancite dal Codice civile, il quale chiarisce però che in relazione alla concessione dell'anticipo del TFR sia i contratti collettivi che i patti individuali possono stabilire condizioni migliori. I contratti collettivi in particolare possono anche stabilire anche dei criteri di priorità ai fini dell'accoglimento delle richieste di anticipazione del TFR.
Quando un lavoratore quindi si trova in difficoltà, perché ad esempio deve sostenere delle spese improvvise che possono essere legate ad esempio anche a opere necessarie di riparazione o di ristrutturazione della propria abitazione, è sempre bene che verifichi che cosa prevede il proprio contratto collettivo in merito all'anticipazione del TFR, perché tra le ragioni per la sua concessione ci potrebbero essere anche quelle appena indicate.
l datore di lavoro può rifiutare l'anticipo del Tfr?
Sì, l'azienda può dire di no!
Infatti, il lavoratore, pur possedendo tutti i requisiti richiesti per ottenere l'anticipo, può vederselo negato quando il numero di lavoratori che hanno avanzato richiesta di anticipo del Tfr supera il 10% del totale dei dipendenti che ne hanno titolo e, in ogni caso il 4% dell'intera forza lavoro.
Come chiedere l'anticipo del TFR
Il lavoratore, nel chiedere l'anticipo del TFR al proprio datore, dovrà formulare una richiesta scritta (anche avvalendosi di un modulo fac-simile come quello sotto allegato) in cui deve indicare i propri dati anagrafici e recapiti, i dati e i recapiti dell'azienda datrice, la durata del rapporto di lavoro, le ragioni per le quali chiede l'anticipazione con la relativa documentazione di supporto con la precisazione di non avere mai beneficiato di tale trattamento.
Quali documenti occorre presentare per l'anticipo del Tfr?
Nel caso di acquisto della prima casa non occorre esibire il rogito e, quindi, aver già perfezionato l'acquisto. Una sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che è sufficiente dimostrare che l'acquisto è in fase di perfezionamento.
In che modo?
O esibendo il preliminare di compravendita; o la partecipazione ad una cooperativa edilizia; o, ancora, la concessione edilizia per la costruzione della casa su suolo proprio.
Si badi bene non si ha diritto all'anticipo quando si devono sostenere spese per:
- lavori di ristrutturazione e ampliamento dell'abitazione già di proprietà;
- il pagamento dei debiti per evitare l'espropriazione della casa;
- l'acquisto di box e cantine.
Nel caso in cui l'anticipo viene chiesto per far fronte a spese mediche queste devono essere necessarie e straordinarie.
Come è possibile dimostrarlo?
In questa ipotesi è la struttura sanitaria pubblica o privata a dover riconoscere che la terapia o l'intervento sono necessari, nonché accertarne la delicatezza e l'importanza sia dal punto di vista sanitario che economico.
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