Accise

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Cosa sono le accise, quando si applicano, chi deve pagarle e quali sono i principali tributi a esse riconducibili applicati in Italia

Le accise sono tributi indiretti che vengono applicati sulla fabbricazione e sulla vendita di alcool, carburanti, tabacchi ed energia elettrica con la finalità di aumentare il gettito fiscale

Accise: cosa sono

Le accise sono le imposte applicate sulla fabbricazione e sulla vendita di beni di consumo, che si caratterizzano per avere ad oggetto specifiche categorie di prodotti e non il loro prezzo ma la loro quantità.

Si tratta di un tributo indiretto, in quanto il produttore, che è colui che paga materialmente il tributo, ne gira l'onere sul consumatore. La loro funzione principale è di gettito fiscale, ma spesso servono anche a esprimere degli specifici orientamenti di politica economica.

Le accise si aggiungono frequentemente ad altre imposte, come all'Iva o ai dazi doganali e, tal proposito, va precisato che l'accisa non contribuisce a determinare il valore dei prodotti e, quindi, che l'Iva sui prodotti assoggettati ad accisa non grava anche sull'accisa stessa.

Chi paga le accise

A definire i soggetti obbligati a sostenere il costo delle accise è il comma 4 dell'art. 2 TU 504/1995 che così dispone: "E' obbligato al pagamento dell'accisa:

a) il titolare del deposito fiscale dal quale avviene l'immissione in consumo e, in solido, i soggetti che si siano resi garanti del pagamento o i soggetti nei cui confronti si verificano i presupposti per l'esigibilità dell'imposta;

b) il destinatario registrato che riceve i prodotti soggetti ad accisa alle condizioni di cui all'articolo 8;

c) relativamente all'importazione di prodotti sottoposti ad accisa, il debitore dell'obbligazione doganale individuato in base alla relativa normativa e, in caso di importazione irregolare, in solido, qualsiasi altra persona che ha partecipato all'importazione."

Le esenzioni

L'art. 17 del TU stabilisce in quali casi i prodotti normalmente gravati dal costo delle accise, ne sono esentati. In particolare, ecco cosa stabilisce la norma: "1.I prodotti soggetti ad accisa sono esenti dal pagamento della stessa quando sono destinati:

a) ad essere forniti nel quadro di relazioni diplomatiche o consolari;

b) ad organizzazioni internazionali riconosciute ed ai membri di dette organizzazioni, nei limiti ed alle condizioni fissate dalle relative convenzioni o accordi;

c) alle Forze armate di qualsiasi Stato che sia parte contraente del Trattato del Nord Atlantico, per gli usi consentiti, con esclusione delle Forze armate nazionali;

d) ad essere consumati nel quadro di un accordo stipulato con Paesi terzi o con organizzazioni internazionali che consenta per i medesimi prodotti anche l'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto."

Gestione, accertamento e sanzioni

La gestione delle accise per alcuni prodotti, come i tabacchi ad esempio, è dei Monopoli di Stato, mentre per altri, tra cui la benzina, dell'Agenzia delle Dogane, entrambi competenti, per i rispettivi prodotti, all'accertamento delle violazioni e all'applicazione delle sanzioni amministrative relative alle violazioni accertate nel loro ambito territoriale, ai sensi dell'art. 19 TU 504/1995.

Le principali accise in Italia

La disciplina delle accise varia molto da paese a paese. In Italia, le principali accise sono quelle relative ai tabacchi, agli alcolici, ai carburanti, ai fiammiferi, ai prodotti energetici e all'energia elettrica. Esse afferiscono al capitolo erariale numero 1409 e al conto regionale numero 20759.

Accise carburanti

Abbiamo appena visto che tra le principali accise applicate in Italia rientrano anche quelle sui carburanti.

Le accise sulla benzina sono disciplinate dal "Testo Unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative" dlgs. n. 504/1995, modificato dal dlgs. 2 febbraio 2007 n. 26 di attuazione della direttiva 2003/96/CE, che ha definito a livello comunitario la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità.

La Direttiva ha riformato la tassazione per i prodotti energetici e l'elettricità e ha fissato aliquote minime che tutti gli Stati dell'Unione devono rispettare. In questo modo si è proseguita l'attività iniziata con la direttiva 92/12/CEE del Consiglio, che ha istituito il regime generale dell'accisa in ambito europeo, armonizzandone l'applicazione nei vari paesi membri.

In Italia il costo del carburante è aumentato, in virtù dell'applicazione delle accise, in diverse occasioni.

In tutti i casi in cui nel nostro paese si è verificata un'emergenza, che ha reso necessaria la raccolta rapida di fondi, infatti si è pensato bene di aumentare il costo del carburante, con il meccanismo delle accise.

Dove vanno a finire?

Vediamo in ordine cronologico, l'ammontare delle varie accise che si sono succedute nel tempo e che cosa hanno dovuto finanziare:

  • 0,000981 euro Guerra d'Etiopia 1935-1936;

  • 0,00723 euro) Crisi di Suez 1956;

  • 0,00516 euro frana e conseguente rottura della diga del Vajont 1963;

  • 0,00516 euro alluvione di Firenze 1966;

  • 0,00516 euro sisma del Belice 1968;

  • 0,0511 euro terremoto del Friuli 1976;

  • 0,0387 euro sisma dell'Irpinia 1980;

  • 0,106 euro guerra del Libano 1983;

  • 0,0114 euro missione in Bosnia 1996;

  • 0,02 euro rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004;

  • 0,005 euro acquisto autobus ecologici 2005;

  • 0,0051 euro terremoto dell'Aquila 2009;

  • da 0,0071 a 0,0055 euro finanziamento alla cultura 2011;

  • 0,040 euro arrivo migranti successivo alla crisi libica 2011;

  • 0,0089 euro alluvione Liguria e Toscana 2011;

  • 0,082 euro (0,113 sul diesel) decreto "Salva Italia" 2011;

  • 0,024 euro terremoto Emilia 2012;

  • 0,005 finanziamento del bonus gestori 2014;

  • 0,0024 finanziamento del decreto del fare 2014.

Questo elenco di accise, dall'entrata in vigore del TU 504/1995, è stato sostituito da un'unica voce di spesa generale e indifferenziata.

Taglio accise benzina 2022

Le Aliquote di imposta vigenti nel settore delle accise, sono contenute nel documento aggiornato al D.M. 14 maggio 2025. L'aliquota prevista è pari a è di 713,40 euro ogni mille litri, pari a 0,7134 euro al litro.

Il costo della benzina, dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina è salito parecchio. Da qui l'adozione di diversi provvedimenti intervenuti per ridurre le accise sulla benzina e sul gasolio utilizzato come carburante per autotrazione.

Gli ultimi provvedimenti in materia da segnalare sono il Decreto del MEF del 24 giugno 2022, che al comma 1 dell'art. 1 ha sancito che: "A decorrere dal 9 luglio 2022 e fino al 2 agosto 2022:

a) le aliquote di accisa, di cui all'allegato I del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, approvato con il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 e successive modificazioni, dei sotto indicati prodotti sono rideterminate nelle seguenti misure:

  • benzina: 478,40 euro per mille litri;

  • oli da gas o gasolio usato come carburante: 367,40 euro per mille litri;

  • gas di petrolio liquefatti (GPL) usati come carburanti: 182,61 euro per mille chilogrammi;

  • gas naturale usato per autotrazione: zero euro per metro cubo."

Il successivo decreto del Mise del 19 luglio 2022, è intervenuto per prorogare la riduzione delle accise nella misura indicata nel decreto del 24 giugno 2022, dal 3 fino al 21 agosto 2022.

Di seguito, il 19 ottobre 2022, il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto accise che proroga il taglio al prezzo dei carburanti fino al 18 novembre 2022 per ogni tipologia di veicolo e di alimentazione. Veniva confermato, dunque, il prezzo calmierato con un taglio di 30 centesimi a litro per benzina, gpl, metano e diesel.

Da ultimo, intervento significativo risale al 15 maggio 2025 in relazione alla riduzione delle quote delle accise sulla banzina.

Accise alcolici

Un'altra tra le principali accise italiane che merita un particolare approfondimento è quella sugli alcolici.

Essa, salvo specifiche eccezioni e a determinate condizioni variabili a seconda del tipo di prodotto, si applica a coloro che producono, detengono o vendono su un mercato comunitario:

  • vino;
  • vino spumante;
  • altre bevande fermentate tranquille;
  • altre bevande fermentate gassate;
  • alcol etilico;
  • prodotti alcolici intermedi,
  • fermentati alcolici quali liquidi ottenuti dalla fermentazione di sostanze cellulosiche od amidacee idrolizzate;
  • qualsiasi altro fermentato liquido.