Si lavora su tre livelli: il primo cambiamento sarebbe quello di prevedere l'accessibilità al concorso direttamente dopo la laurea

Verso la riforma del Csm

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Nella riforma dell'ordinamento giudiziario, un ruolo importante rivestono i cambiamenti del concorso in magistratura. L'idea è quella di valorizzare, tra l'altro, i tirocinanti e l'ufficio del processo. In discussione gli emendamenti al Ddl Bonafede da ultimare entro luglio 2022. Nei cambiamenti relativi al Csm le modifiche, in discussione, riguarderebbero il funzionamento del Csm, il sistema elettorale, con la proposta di collegi binominali, sistema maggioritario con correttivi, per rappresentare gruppi minoritari; parità di genere sulle candidature. In ultimo i cambiamenti riguardano l'accesso alla magistratura.

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La riforma dell'accesso alla magistratura

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I lavori legislativi prendono atto del fatto che, in questo momento, «l'accesso in magistratura è un grave problema, evidenziato dal trend di più concorsi. Ultimo concorso di luglio: 310 posti, al 3 dicembre: 1532 le correzioni effettuate, considerati idonei 88 candidati». Le proposte sul piatto attualmente sono le seguenti tre e sono previste nell'articolo 4: accessibilità al concorso direttamente dopo la laurea (eliminando dottorato, esame di avvocato, scuole di specializzazione). In particolare «prevedere che i laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni possano essere immediatamente ammessi a partecipare al concorso per magistrato ordinario».

Ed ancora la valorizzazione tirocini formativi e ufficio per il processo; l'attribuzione alla Scuola Superiore della Magistratura dell'organizzazione di corsi di preparazione al concorso in magistratura per i tirocinanti e per chi abbia svolto funzioni nell'ufficio per il processo PNRR;

I cambiamenti dell'esame

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Sempre l'articolo quattro prevede, in ultimo, per quanto riguarda il vero e proprio esame, tre elaborati scritti e di riduzione delle materie orali. In quest'ultimo caso, nello specifico, «prevedere una riduzione delle materie oggetto della prova orale del concorso per magistrato ordinario, mantenendo almeno le seguenti: diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale, diritto amministrativo, diritto costituzionale, diritto dell'Unione europea, diritto del lavoro e ordinamento giudiziario, fermo restando il colloquio in una lingua straniera, previsto dall'articolo 1, comma 4, lettera m), del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160».


Foto: 123rf.com
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