La Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. 25084/2003) ha stabilito che apostrofare il proprio capo con la parola “bambino” costituisce una grave ingiuria ed è lesivo per la sua personalità.
Con questa motivazione la Suprema Corte ha confermato la condanna a un maresciallo dei carabinieri che aveva dato del bambino al suo superiore per essere stato escluso da un servizio che prevedeva lo straordinario.
Secondo i magistrati di Piazza Cavour “anche la sola espressione bambino riferita a un superiore e proferita in un contesto verbale fortemente polemico e di insofferenza dell'altrui posizione gerarchica, ha valenza certamente lesiva della personalità morale del destinatario”.
Articoli correlati
In evidenza oggi
- Mancata conoscenza del processo e "non doversi procedere"
- Analisi del programma di Futuro Nazionale
- Il caso Malagò tra difetto originario di candidabilità e limiti del potere di commissariamento
- L'azienda può togliere i buoni pasto? Uso aziendale, contratto e limiti alla revoca
- Insieme contro la violenza

