Cassazione: controllori di volo hanno il ruolo di polizia della navigazione. Debbono conoscere la storia dei piloti
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Cassazione: controllori di volo hanno il ruolo di polizia della navigazione. Debbono conoscere la storia dei piloti

I controllori di volo devono conoscere la storia del pilota che sale a bordo di un aereo perchè hanano il ruolo a tutti gli effetti di "polizia della navigazione" E' quanto afferma la Corte di Cassazione delineando nuovi margini di responsabilità dei controllori di volo. Secondo la Corte chi riveste il "ruolo di polizia della navigazione" è posto "in una posizione di gestore e amministratore di molteplici utenti della spazio aereo (i piloti), ai quali e' tenuto ad imporre, con veri e propri ordini amministrativi (ovvero autorizzazioni), una disciplina per la circolazione ordinata, spedita e sicura a terra ed in aria di tutti gli aeromobili dal medesimo controllati". Quando si parla di 'polizia di navigazione' - spiega la Corte - si fa riferimento alla "polizia di sicurezza del volo nella misura in cui tutti gli ordini, le autorizzazioni, i provvedimenti di urgenza che caratterizzano detta attivita', nel normale svolgimento dei compiti assegnati ai controllori, sono finalizzati al conseguimento dell'istanza primaria della sicurezza della navigazione aerea". La decisione è della Quarta sezione penale che ha sancito questo principio occupandosi del disastro aereo avvenuto il 24 febbraio del 2004 quando un aereo con con a bordo tre piloti e tre componenti di un'equipe medica con un cuore da trapiantare, si schianto' su una cima della catena montuosa mentre si stava avvicinando all'aereoporto di Cagliari-Elmas.

Altre informazioni su questo argomento

Come si legge in una scheda di Adnkronos, la Corte d'appello di Cagliari, il 18 marzo 2010, giudico' colpevoli il tenenente colonnello Bruno Scatena, di 51 anni, e il maresciallo Antonio Caponigri, di 36, per aver autorizzato l'avvicinamento a vista notturno senza fornire tutte le informazioni necessarie sull'orografia del territorio. I due controllori di volo, condannati a due anni di reclusione, erano in servizio al Centro di avvicinamento radar di Decimomannu dell'Aeronautica militare. Le vittime del disastro furono il cardiochirurgo Alessandro Ricchi, di 51 anni, di Modena, Antonio Carta, di Ghilarza (Oristano), di 38, medico dello stesso reparto, Gianmarco Pinna, sassarese, di 48, tecnico perfusionista, il pilota e copilota, gli austriaci Helmut Zurner, di 55, e Thomas Giacobuzzi, di 30, e Daniele Giacobbe, di 35, pilota messinese, che si trovava sull'aereo per un volo di addestramento. Inutile il ricorso dei controllori di volo in Cassazione, difesi dall'Avvocatura dello Stato, volto a dimostrare che la loro responsabilita' era limitata ad evitare il rischio collisioni e non anche l'urto dell'aereo con un ostacolo fisso quale una mopntagna presente nel percorso dell'aereo. Da qui la richiesta di assoluzione piena. La Suprema Corte ha bocciato il ricorso dei due controllori di volo e ha sottolineato che "non e' dubbio che i compiti da svolgere dal controllore del traffico aereo (con la prima finalita' di impedire la collisione gra gli aerei ed in goni modo di garantire la sicurezza della navigazione nella partenza, arrivo avvicinamento degli aerei, nel corso della circolazione), debbono essere eseguiti nell'ambito di criteri di prudenza, perizia, diligenza, emanando le autorizzazioni previste in situazioni di non pericolosita' secondo quanto a conoscenza del controllore". La Cassazione , alla luce di tutte queste considerazioni, rileva come "non e' dubbia la configurabilita' di una posizione di garanzia a carico del controllore del traffico aereo nei confronti del personale di bordo dell'aeromobile e dei passeggeri per garantire la sicurezza e la regolare condotta di volo in sede operativa". Nel senso che "nell'ambito delle proprie competenze indirizzate essenzialmente a gestire il regolare flusso degli aeromobili in partenza, in arrivo e in volo, il controllore deve ottemperare ai doveri istituzionali connessi all'obbligo di garantire il sicuro svolgimento del volo". In definitiva, secondo piazza Cavour "sono riscontrabili elementi di negligenza e imperizia" a carico dei controllori che "non hanno tempestivamente 'focalizzato' l'anomalia e pericolosita' della condotta del pilota dell'aeromobile, sottovalutando la ricorrenza di condizioni che potevano configurare come non lineare e corretta la condotta di navigazione del velivolo".


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