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Matrimonialisti: sentenza Cassazione ha messo un freno al riconoscimento disinvolto di sentenze di annullamento

Gian Ettore Gassani, presidente dell'Ami, l'associazione degli avvocati matrimonialisti, commentando la recente sentenza della Corte di Cassazione che ha negato il riconoscimento di una sentenza ecclesiastica di nullità di un matrimonio durato venti anni ha dichiarato: "La Cassazione prende in via definitiva una posizione storica, perche' mira a bloccare il disinvolto aumento dei riconoscimenti, da parte dei giudici italiani, delle sentenze ecclesiastiche di dichiarazione di nullita' dei matrimoni". Gassani ricorda che "le sentenze ecclesiastiche matrimoniali, per avere efficacia nel nostro Paese, devono essere riconosciute dal giudice italiano. In assenza di riconoscimento, di delibazione, esse non hanno efficacia in Italia. Negli ultimi cinque anni si e' registrato, infatti, un vertiginoso aumento delle procedure di annullamento dei matrimoni dinnanzi ai giudice ecclesiastici ed alla Sacra Rota". In Italia, nel 2009, sono state circa seimila le dichiarazioni di nullita' dei matrimoni. "Tale fenomeno - osserva ancora Gassani - ha indotto anche papa Ratzinger a intervenire, nel 2008 e nel 2010, per verificare eventuali eccessi o scappatoie sottostanti il vertiginoso aumento degli annullamenti del matrimonio".
Vedi anche: Cassazione: non è annullabile un matrimonio durato quasi 20 anni

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In questi ultimi anni, sottolinea il presidente dell'Ami, "i giudici italiani, in assenza di direttive precise, hanno riconosciuto la stragrande maggioranza delle sentenze di annullamento dei matrimoni rese in sede ecclesiastica. E' condivisibile, pertanto, l'orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui non puo' essere convalidata dal giudice italiano una sentenza ecclesiastica di annullamento del matrimonio, se il vincolo coniugale e' durato almeno 20 anni". Spiega Gassani: "La 'ratio' di tale decisione deriva dalla necessita' di evitare che il ricorso alla giustizia ecclesiastica, con il successivo ricorso alla giustizia italiana finalizzato all'annullamento del matrimonio, possa tradursi in una disinvolta e incontrollata scappatoia, finalizzata all'ottenimento dello stato libero in tempi rapidissimi, che nulla ha a che vedere con il significato sacramentale del matrimonio e delle reali cause che possano determinarne la dichiarazione di nullita'".


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