Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: la ex va mantenuta anche se ha rifiutato un posto di lavoro

Cattive notizie per gli uomini separati. Se la ex rifiuta lavori che ritiene poco adatti bisogna continuare a mantenerla. Lo afferma la prima sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza n. 22504/2010) che ha respinto un ricorso presentato da un ex marito intenzionato ad annullare l'assegno divorzile per la sua ex che aveva detto no ad un'offerta lavorativa preferendo tornare all'universita'. L'uomo si era rivolto alla suprema Corte chiedendo di annullare il mantenimento perchè la sua ex moglie aveva rifiutato un posto da segretaria con la scusa che il lavoro era lontano da casa e si era ritenuta inadatta al tipo di mansioni offerte. L'ex marito aveva fatto presente che lei pur essendo iscritta alla facolta' di medicina, "non aveva dato prova di avere sostenuto alcun esame", evidenziando così di non avere interesse a predisporre una situazione in cui potesse maturare per lei "una possibilita' di attivita' lavorativa". La Corte ha respinto il ricorso spiegando che non sono state evidenziate carenze motivazionali nella decisione dei giudici di merito.

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Il matrimonio era durato solo tre anni e poi c'era stata la separazione consensuale. In primo grado il tribunale aveva stabilito l'assegno di mantenimento nella misura di euro 510 mentre la Corte d'appello, considerata la breve durata del matrimonio e la giovane età della donna che la dava una chiara idoneità al lavoro aveva ridotto la somma a 250 euro. L'uomo ha tentato quindi di far annullare l'assegno dalla suprema corte che però ha respinto le sue richieste spiegando nella parte motiva che il ricorso non censura adeguatamente "le carenze motivazionali della pronuncia non indicando fatti decisivi, valutati invece in sede di merito per giustificare il rifiuto della donna per l'offerta di lavoro, come la distanza da casa dell'ufficio e la inidoneita' alle mansioni a lei proposte, domandando solo una nuova valutazione delle circostanze incompatibili con la pretesa revoca dell'assegno".


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