Le ritenute previdenziali costituiscono una componente obbligatoria del salario che il datore di lavoro deve corrispondere ai propri dipendenti. La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 32348 ha così confermato l'inderogabilità dell'obbligo per l'impresa di versare i contributi INPS ai dipendenti anche se questa si trova in serie difficoltà economiche. Secondo gli ermellini “ il dissesto finanziario dell'impresa non può giustificare una omissione nel versamento dei contributi. La carenza di mezzi finanziari da cui deriverebbe l'impossibilità di versare i contributi assistenziali e previdenziali , effettivamente dovuti non influisce in alcun modo sula struttura del reato di cui all'art. 37 legge 24 novembre 1981 n. 689. Ciò in quanto il lavoratore subordinato ha un diritto alla posizione previdenziale che è sostanzialmente collegato alla durata del proprio rapporto di lavoro e che non è derogabile per ragioni contingenti ”. Con la sentenza in esame è stata così condannata una piccola società pisana che, ha causa del proprio dissesto finanziario, non aveva versato i contributi dovuti ai propri dipendenti .
La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 32348/2010 ha così confermato l'inderogabilità dell'obbligo per l'impresa di versare i contributi INPS
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