Via libera dalla cassazione all'insulto tra automobilisti. D'ora in avanti ci si può anche mandare 'a quel paese' a patto che si sia stati provocati da un comportamento che viola le regole della convivenza civile.
Il chiarimento arriva dalla Quinta sezione penale della Corte di Cassazione (sentenza n. 24864/2010) che ha annullato una condanna per ingiuria inflitta ad
un automobilista che aveva mandato in quel paese il conducente di un'altra autovettura.
Inizialmente il Giudice di pace e il Tribunale avevano emesso sentenza di condanna ma ora la Corte ha ribaltato il verdetto accogliendo la richiesta dell'automobilista che aveva invocato l'esimente della provocazione.
In questi casi - spiega Piazza Cavour - "si deve
guardare alla condotta dell'ingiuriato rispetto alla conformita' delle
ordinarie regole del vivere civile". Naturalmente, per evitare il dilagare
dell'insulto tra automobilisti, "non puo' sostenersi che
qualsiasi violazione del Codice della strada possa consentire
qualsiasi reazione verbale". Il caso ora dovrà essere nuovamente esaminato dal Tribunale di venezia.
Articoli correlati
In evidenza oggi
- Testamento olografo: la perizia grafologica da sola non basta
- Assegno bancario: chi firma deve pagare
- Separazioni: quando il ricorso in Cassazione è inammissibile
- Tlc su terreni con uso civico: sì al vincolo paesaggistico
- TFR, dal 1° luglio 2026 cambia tutto: come funziona la nuova adesione automatica ai fondi pensione




