Tornata a pronunciarsi sull'annoso tema della distinzione tra ricettazione ed incauto acquisto la Suprema Corte con la sentenza n. 15119 del 2010 ha riconosciuto che, affinchè la fattispecie del reato di ricettazione debba ritenersi integrata, non è necessario sul piano psicologico soggettivo la sussistenza di un dolo diretto. Ai fini della integrazione della fattispecie in esame è sufficiente la sussistenza del dolo eventuale, ravvisabile ogni volta in cui l'acquirente, si ponga un interrogativo in merito, ben potendo immaginare l'illegittima provenienza del bene oggetto di acquisto e ne accetti il rischio. Al contrario i giudici di legittimità hanno ritenuto che non possa essere ricondotto a tale forma di illecito, bensì a quello del'incauto acquisto se il soggetto non si sia posto un simile interrogativo circa l'illecita provenienza del bene nonostante l'avesse sospettato. Sulla base di queste considerazioni gli ermellini hanno confermato la condanna impartita dai Giudici di merito nei confronti di un uomo che, nel caso di specie, aveva acquistato una mountein bike nonostante nutrisse dei dubbi in merito alla liceità della sua provenienza. Sono state così superate le argomentazioni della difesa dell'imputato che aveva impugnato la decisione di merito ponendo l'accento sull'assenza di una specifica intenzione criminosa di commettere il reato .
La suprema corte è tornata a pronunciarsi sull'annoso tema della distinzione tra ricettazione ed incauto acquisto con la sentenza n. 15119 del 2010
Articoli correlati
-
-
10-01-2021
Cellulare a prezzo stracciato? Attenzione, può essere reato
Per la Cassazione, chi acquista un cellulare di marca da un conoscente a un prezzo troppo basso deve porsi il dubbio sulla sua provenienza illecita -
02-11-2015
Ammenda per il compratore di un furgone contraffatto per fini delittuosi che avrebbe dovuto sospettare circa la 'trasparenza' della'ffare -
03-02-2020
Reato più grave per chi si appropria di una Postepay
Per la Cassazione, è giusta la condanna per ricettazione per il soggetto che si appropria di una Postepay smarrita valida e intestata nominativa a un terzo -
In evidenza oggi
- Testamento olografo: la perizia grafologica da sola non basta
- Assegno bancario: chi firma deve pagare
- Separazioni: quando il ricorso in Cassazione è inammissibile
- Tlc su terreni con uso civico: sì al vincolo paesaggistico
- TFR, dal 1° luglio 2026 cambia tutto: come funziona la nuova adesione automatica ai fondi pensione
