Il Tribunale di Vigevano ha detto no alla richiesta di una donna di poter concepire un figlio utilizzando il seme del marito che, per un tumore al cervello, si trova in uno stato di coma irreversibile.
In un'intervista resa all'Adnkronos Salute, il difensore della donna, Avv. Claudio Diani ha dichiarato di non conoscere ancora le motivazioni del provvedimento ma che ricorrerà in appello contro questa decisione.
Secondo Severino Antinori, il ginecologo che ha in cura la donna si tratta di "Una sentenza in contraddizione con quanto disposto precedentemente quando ci fu permesso di ottenere il liquido seminale dal paziente, per poi utilizzarlo su sua moglie". Antinori, attendeva infatti l'autorizzazione del tribunale per procedere all'inseminazione con il materiale biologico estratto dall'uomo in coma nello scorso mese di febbraio.
"Non escludo - prosegue Antinori - che ora la donna decida di trasportare i gameti del suo partner all'estero e di risolvere li' la questione. Quella del tribunale di Vigevano e' una decisione dettata da influssi religiosi, una sentenza crudele per una persona che desidera un figlio".
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