La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. 1744/2003) ha stabilito che la richiesta di separazione con addebito non può essere giustificata dalla violazione del dovere dei coniugi di stabilire concordemente il domicilio della famiglia, qualora alla rottura, abbiano contribuito altre cause.
I Giudici di Piazza Cavour evidenziano infatti che “la violazione del dovere di stabilire concordemente il proprio domicilio, ove anche possa considerarsi motivo di addebito, può non giustificare, da sola, la pronuncia di separazione con addebito qualora la rottura dei rapporti coniugali sia stata determinata indipendentemente dalla predetta violazione”.
Precisa ancora la Corte che, per poter addivenire alla pronuncia di addebito, occorre che venga fornita la prova che il comportamento del coniuge contrario ai doveri familiari sia stato la causa che ha determinato l'intollerabilità della convivenza.
Articoli correlati
In evidenza oggi
- Bonifico tra parenti: attenzione al Fisco, ora potrebbe chiederti di pagare l'8% di “tasse”
- Visite mediche, stop al ticket se hai una di queste malattie croniche, e più esami gratis se sei incinta: ecco l’elenco
- Messa alla prova: legittima l’esclusione per traffico di influenze e turbativa d’asta
- Amministratore di sostegno, quando scatta la revoca
- Legge 104, potrai avere fino a 4.800 euro l’anno esentasse se sei un caregiver e accudisci un familiare disabile: novità

