La Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 42128/2008) ha stabilito che debbono essere sanzionate pesantemente le aziende che espongono i propri lavoratori all'amianto.
Più in particolare, gli Ermellini hanno precisato che il datore di lavoro rischia una condanna per i decessi e per le malattie contratte dai propri lavoratori e ciò anche se questi, molti anni prima, avevano lavorato per brevi periodi in fabbriche a rischi amianto e anche se la presenza delle sostanze nocive viene accertata nei pressi della sua abitazione.
Nel caso di specie, la Corte ha evidenziato che “il tema del ruolo acceleratore dell'esposizione protratta all'amianto e della sua conseguente rilevanza causale, connessa all'abbreviazione della latenza ed alla anticipazione dell'evento letale, è venuto in evidenza ripetutamente nella giurisprudenza di merito. Al riguardo è pure reiteratamente intervenuta questa Corte suprema, chiamata a valutare la correttezza metodologica dell'utilizzazione delle discusse enunciazioni scientifiche in ordine all'effetto acceleratore della latenza, determinato dalla protratta esposizione”.
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