La Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. 15543/2008) ha stabilito che la convivenza senza matrimonio non integra gli estremi del fatto ingiusto. Gli Ermellini hanno infatti precisato che il comportamento dei giovani "è ormai comunemente accettato a tutti i livelli sociali e non può ritenersi contrario a norme giuridiche o a regole, condivise dalla collettività, etiche, sociali o di costume".
Con questa decisione la Corte ha rigettato il ricorso proposto dai genitori di una ragazza "rei" di aver commesso il reato di danneggiamento, di tentata violenza di domicilio e di tentata violenza privata per costringere la figlia ad uscire dall'abitazione in cui era a convivere con il fidanzato.
Articoli correlati
In evidenza oggi
- Testamento olografo: la perizia grafologica da sola non basta
- Assegno bancario: chi firma deve pagare
- Separazioni: quando il ricorso in Cassazione è inammissibile
- Tlc su terreni con uso civico: sì al vincolo paesaggistico
- TFR, dal 1° luglio 2026 cambia tutto: come funziona la nuova adesione automatica ai fondi pensione




