Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: Bulli baby? Custodia cautelare non interrompe il processo educativo

Il processo educativo di un minorenne non è interrotto dalla custodia cautelare. E' quanto chiarisce la Corte di Cassazione (sentenza 37414) spiegando che l'affidamento ad una comunità di un minore accusato di gravi reati (nella fattispecie si trattava di un reato di violenza sessuale di gruppo ai danni di una sedicenne, con tanto di riprese video) non costituisce una misura eccessiva neppure se applicata prima del processo.
La Suprema Corte ha ricordato che con il provvedimento che dispone il collocamento in comunita' il giudice impone "specifiche prescrizioni inerenti alle attivita' di studio o di lavoro, ovvero ad altre attivita' utili per la sua educazione".
Nella sentenza gli Ermellini sottolineano che "con condivisibile motivazione il Tribunale, tenuto conto della gravita' della condotta che risulterebbe essere stata posta in essere dall'indagato, ha rilevato che dall'esame del quadro probatorio complessivo risultava che le modalita' comportamentali e l'assetto relazione posto in essere dall'indagato avevano messo in luce una allarmante mancanza del riconoscimento del valore dell'altro ed una carenza di progettualita' rispetto al futuro che rischiavano di esporlo a coinvolgimenti in situazioni irregolari, anche di carattere penale, compromettendo un sano inserimento sociale e lavorativo" del minore.

Altre informazioni su questa sentenza

Quanto alla "adeguatezza della misura", la Cassazione spiega: "il Tribunale ha rilevato che le carenze dell'ambiente familiare rislutavano anche dalle informazioni fornite dai docenti della scuola frequentata dal minore, i quali avevano confermato le pessime inclinazioni del ragazzo le cui esperienze scolastiche fallimentari consigliavano un percorso di ripensamento sugli obiettivi da raggiungere". E' su queste basi, conclude la Cassazione, che "su tutti gli aspetti l'ordinanza risulta congruamente ed adeguatamente motivata", anche laddove si fa notare che la collocazione in comunita' per il minorenne indagato non interrompe "i processi educativi in atto, potendo un percorso di formazione essere garantito anche all'interno della struttura comunitaria".


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