Cassazione: no al carcere preventivo per i bulli a scuola
Avv. Roberto Cataldi |

Cassazione: no al carcere preventivo per i bulli a scuola

La Cassazione dice no al carcere preventivo per i bulli in eta' scolare anche se trovati in possesso di armi. Secondo gli Ermellini infatti, allontanarli da scuola potrebbe sortire effetti peggiori. Insomma, la pena detentiva, per la Corte, potrebbe rivelarsi controproucente. Sulla base di queste argomentazioni la Seconda sezione penale (sentenza 36659/2010) ha accolto il ricorso di due studenti indagati per vari reati connessi al bullismo. Il Tribunale per i minorenni aveva applicato loro la misura della custodia cautelare in attesa del processo. Per la Cassazione però, non si deve escludere a priori una misura cautelare diversa dal carcere, perchè è necessario capire che effetti può produrre "l'allontanamento dall'ambiente scolastico in ordine al pericolo concreto di reiterazione delle condotte criminose". Il Tribunale aveva ravvisato nei due studenti (che all'epoca erano minorenni) un "spiccata pericolosita' sociale, tale da rendere assai probabile la reiterazione di analoghi comportamenti delittuosi" nei confronti dei compagni. Nella ricostruzione del fatto la Seconda sezione penale, fa rilevare che nel corso dell'indagine era stata anche sequestrata una pistola ad uno dei due 'bulli'. E proprio da qui era scaturita la decisione di tenerli in carcere in attesa del giudizio.

Altre informazioni su questa sentenza

Contro la custodia cautelare, la difesa dei due studenti ha fatto ricorso in Cassazione, facendo notare che il Tribunale "aveva omesso completamente di motivare sulla inadeguatezza di altre misure meno afflittive" al carcere "quali gli arresti domicliari o l'obbligo di dimora nel comune di residenza o il divieto di avvicinarsi all'istituto". Tra l'altro, la difesa dei due indagati ha fatto notare che "dopo l'intervento della Polizia il comportamento scolastico dei due indagati era cambiato come rilevato dalla relazione della dirigente scolastica e dagli operatori dell'azienda sanitaria". La Cassazione ha accolto la tesi difensiva dei due studenti giudicandola "fondata". In particolare, il relatore fa notare che "il provvedimento impugnato appare affetto dal vizio di motivaziona apparente, in quanto esclude l'adeguatezza di ogni altra misura cautelare senza una specifica indagine sugli effetti che l'allontanamento dei prevenuti dall'ambiente scolastico, con altre misure cautelari, potrebbe produrre in ordine al pericolo concreto di reiterazione delle condotte criminose". Quindi, concludono gli 'ermellini', ferma restando "la gravita' del quadro indiziario", sara' ora il Tribunale a riesaminare il caso, cercando anche di capire quali effetti puo' avere l'allontanamento radicale dei bulli dalla scuola.


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