Le Sezioni Unite della Cassazione chiamate a chiarire perdita della cittadinanza e retroattività della riforma 2025 sullo ius sanguinis

Cittadinanza per discendenza: questioni al vaglio

Il 14 aprile 2026 le Sezioni Unite della Corte di cassazione esamineranno questioni centrali in tema di cittadinanza italiana iure sanguinis, rinviate dalla Prima Sezione civile con ordinanze del luglio 2025.

La decisione è particolarmente attesa, poiché dovrà risolvere contrasti interpretativi consolidati e incidere su un numero elevato di procedimenti e situazioni individuali.

Perdita della cittadinanza dei minori

Uno dei punti principali riguarda l'interpretazione della legge n. 555 del 1912, in particolare il rapporto tra le norme sulla conservazione della cittadinanza e quelle sulla sua perdita da parte dei figli minorenni in caso di naturalizzazione del genitore.

Il contrasto giurisprudenziale si concentra sulla possibilità che un minore, già titolare di doppia cittadinanza dalla nascita, perda automaticamente quella italiana a seguito della naturalizzazione del genitore.

Da un lato, vi è un orientamento favorevole alla perdita automatica; dall'altro, una lettura che esclude tale effetto nei casi di cittadinanza già posseduta fin dalla nascita.

La riforma del 2025 e il problema della retroattività

Le Sezioni Unite dovranno inoltre affrontare il tema dell'efficacia nel tempo della riforma introdotta dal decreto-legge n. 36/2025, convertito nella legge n. 74/2025, che ha ristretto i criteri per il riconoscimento della cittadinanza per discendenza.

La nuova disciplina prevede, in sostanza, che chi è nato all'estero e possiede un'altra cittadinanza possa non essere considerato cittadino italiano, salvo specifiche condizioni, tra cui la presentazione della domanda entro il 27 marzo 2025.

Resta da chiarire se tali disposizioni possano applicarsi anche a situazioni anteriori, incidendo su diritti già maturati.

Parola alle Sezioni Unite

La pronuncia delle Sezioni Unite avrà un impatto rilevante sul piano sistematico, poiché dovrà definire sia il coordinamento tra le norme storiche sulla cittadinanza sia la portata temporale della riforma del 2025.

Si tratta di un passaggio decisivo per chiarire i criteri di trasmissione della cittadinanza italiana e fornire un orientamento uniforme a giudici e amministrazioni.


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