Tra le novità del nuovo codice appalti c'è la previsione del divieto di prestazione gratuita delle attività professionali salvo in casi eccezionali e previa adeguata motivazione

Ddl codice appalti è legge

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Il ddl sul Codice appalti passa l'esame del Senato e diventa legge. Le norme, tra le tante novità (vedi anche Il nuovo codice degli appalti), prevedono il divieto di prestazione gratuita delle attività professionali salvo in casi eccezionali e previa adeguata motivazione.

Divieto di prestazione gratuita delle attività professionali

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Alla lettera l dell'art. 1 del provvedimento approvato in via definitiva, è previsto testualmente "il divieto di prestazione gratuita delle attività professionali, salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione".

Questo vuol dire che tra i principi che il governo dovrà rispettare nei provvedimenti attuativi c'è la previsione che gli incarichi ai professionisti, da parte delle pubbliche amministrazioni, non possano essere più gratuiti ad eccezione di ipotesi eccezionali e dietro, in ogni caso, adeguati motivi.

Nuovo Codice appalti, i prossimi step

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Il governo dovrà esercitare la delega entro sei mesi dall'entrata in vigore del disegno di legge. La riforma punta a ridurre e razionalizzare le norme in materia di contratti pubblici, armonizzando la disciplina interna col diritto comunitario, tenendo come bandiera gli impregni presi col Pnrr.

Entro marzo 2023 dovrà essere pronto il decreto che attua la delega ed entro il successivo giugno gli atti per la revisione del sistema degli appalti pubblici.


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