I magistrati in base a quanto previsto dalla riforma dell'ordinamento giudiziario saranno valutati nel rispetto dei principi del merito e della trasparenza, per loro il fascicolo delle performance
giudici danno voti bassi al concorso

Riforma ordinamento giudiziario

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La riforma dell'ordinamento giudiziario della Ministra Cartabia è stata approvata dalla Camera, nella versione del testo della Commissione Giustizia licenziato il 14 aprile scorso.

I voti a favore sono stati 328, contrari 41 e 25 gli astenuti. Per il voto del Senato si attende un'approvazione rapida.

Un testo che non ha mancato di sollevare polemiche da parte dei magistrati. Sul piede di guerra l'Associazione nazionale dei Magistrati, che il 30 aprile deciderà quale forma di protesta adottare, senza escludere una giornata completa di astensione dall'attività giudiziaria.

Il fascicolo delle performance

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Una delle novità più contestate è senza dubbio il fascicolo del magistrato, necessario per la valutazione delle performance dei magistrati all'interno del quale sarò conservata la documentazione relativa all'attività svolta e dati statistici. Avranno rilievo anche i tempi di durata dei procedimento e la impugnazione dei provvedimenti adottati.

La riforma del resto punta alla valorizzazione del merito dei magistrati e alla trasparenza nelle assegnazioni di incarichi direttivi e semidirettivi.

Da qui la modifica delle procedure necessarie alla valutazione della professionalità dei magistrati e la previsione, come anticipato, di un fascicolo necessario non solo per valutare il magistrato e le sue capacità, ma anche appunto dei casi in cui lo stesso debba essere assegnato a funzioni di direzione.

Le pagelle degli avvocati

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Valutazione delle perfomance che, in base alla previsione delle legge delega, prevede il coinvolgimento del mondo dell'avvocatura.

Legali e professori universitari potranno infatti unirsi alle discussioni e assistere alle deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari, con attribuzione agli avvocati di un voto unitario.

Voto che terrà conto di eventuali segnalazioni da parte dell'ordine degli avvocati di appartenenza, in relazione a fatti specifici in grado di incidere sulla valutazione della professionalità dei magistrati.

Partecipazione prevista al fine esclusivo di assicurare maggiore trasparenza e pubblicità in fase di valutazione.

Uno dei criteri di assegnazione degli incarichi direttivi previsti dalla riforma del resto prevede, come riportato nel dossier della Camera "che nei procedimenti per la copertura dei posti direttivi siano stabilite, in ogni caso, modalità idonee ad acquisire il parere del Consiglio dell'ordine degli avvocati competente per territorio, nonché dei magistrati e dei dirigenti amministrativi assegnati all'ufficio giudiziario di provenienza dei candidati."

Agli avvocati viene data tuttavia la possibilità di votare diversamente, esprimendo una valutazione negativa di fronte ad un giudizio positivo del COA di appartenenza, previa delibera da parte di quest'ultimo. Non è chiaro tuttavia, qualora il COA confermi la valutazione espressa in precedenza, se questa vincoli o meno il voto degli avvocati. Pareri previsti anche quando nel CSM è necessario procedere alla valutazione per la conferma dell'incarico.

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Foto: 123rf.com
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