La stima corretta del mobilio in caso di locazione o acquisto di un immobile per evitare una "svendita sotto costo"
coppia felice che arreda la propria casa

La stima del mobilio

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Accade spesso che in caso di locazione di un nuovo appartamento o in caso di acquisto di un immobile a seguito di compravendita, si palesi la necessità di disfarsi o di sostituire il mobilio presente. Come fare, dunque, per vendere tali mobili usati sulla base di una stima corretta ed evitare una svendita sotto costo?

Quando parlare di mobili usati

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Appare opportuno partire da una definizione di quelli che possono essere contrassegnati come mobili usati: l'armadio di casa che ha maturato qualche anno di servizio rappresentando una importante componente di arredo, il letto di un figlio che ormai non abita più in casa, la credenza del salotto, la libreria eccessivamente spaziosa per il nuovo appartamento, il mobiletto basso per la tv. E, poi, comodini, comò, cassettoni, tavoli, sedie e chi più ne ha più ne metta in lista. E' arredo o mobilio, che dir si voglia, tutto ciò che riempie e ordina tanto in termini funzionali quanto affettivi il proprio spazio abitativo, la propria dimora abituale, la propria casa familiare. Eppure, esattamente per tale definizione derivante dal loro uso abituale e dal valore affettivo-relazionale costruitosi nel tempo in forza della 'convivenza' intessuta anche con tali oggetti di inanimata componente, che di difficile concretizzazione risulta il passo da compiersi ai fini della separazione. Un passo, tuttavia, reso ancora più arduo e di difficile attuazione quando la scelta è tra un trasporto in discarica e la possibilità plausibile che gli stessi mobili possano rappresentare una ridotta, ma pur sempre valida, fonte di guadagno.

Del resto, la vendita di tali arredi potrebbe rendere anche meno traumatico il distacco da quelle stesse cose che per anni hanno rappresentato un prolungamento della propria percezione dell'intorno abitativo.

Determinare lo stile degli arredi e stimarli

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Il primo intervento necessario per poter, poi, comprendere l'effettiva possibilità di vendita dei suddetti oggetti, viene rappresentato dalla determinazione dello stile appropriato nel quale far rientrare il mobilio in oggetto, così da poter meglio definire e concretizzare le reali e pratiche probabilità di vendita. Ma ciò non basta, poiché di altrettanta importanza è lo stato effettivo in cui tali mobili si trovano: ben manutenuti e, dunque, in grado di allettare l'acquirente senza farlo risultare destinatario di in un tentativo di raggiro e, per ciò stesso, di possibile truffa. Sicché, ciò vuol dire inquadrare la componente di arredo nell'ottica di un riutilizzo dello stesso in un contesto abitativo nuovo, ma al contempo affine allo stile disegnato dai mobili rilevati. Evidentemente per poterli qualificare indispensabile risulterà il parere e, dunque, la valutazione di un perito esperto del settore e al tempo stesso conoscitore del mercato e delle sue 'oscillazioni' in forza della vetustà del mobilio o del pregio acquisito in ragione della componente materiale che contraddistingue gli arredi.

Da ciò, pertanto, ne deriva che:

- I mobili antichi e retrò potrebbero risultare quelli maggiormente ricercati, perciò ben si potrebbe riuscire ad ottenere una vendita degli stessi ad un prezzo maggiorato;

- I mobili cosiddetti 'semplici' possono risultare come quelli di più facile trattativa e vendita perché, fuor di dubbio, si abbinano facilmente a molti stili di interni. Ragion per cui si potrebbe indicare un prezzo leggermente più elevato, maggiorato, anche per questo tipo di mobilio;

- Se lo stile dei mobili, però, è particolare si potrà chiedere un prezzo ancor più elevato rispetto a dei mobili di uso comune, definiti di utilizzo quotidiano. Ovviamente, in tale ottica, potrebbero anche incontrarsi delle difficoltà ai fini della vendita, laddove si trattasse di mobili datati o destinati a un commercio ristretto, molto più ricercato e, dunque, con un mercato evidentemente più elitario;

Trattative private e consegne ai venditori terzi

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Una volta ottenuto un riscontro più che positivo da parte di un esperto in materia, risulterà maggiormente definibile la potenzialità e, per ciò stesso, la concretizzazione di una vendita del mobile ad un privato. Tale finalità potrà essere raggiunta in diversi modi e secondo differenti canali esistenti: conferimento dell'incarico ad una ditta specializzata, oppure inserimento su una piattaforma telematica, il più delle volte gratuita ma con necessaria registrazione, grazie alla quale il venditore viene messo direttamente in contatto e comunicazione con il possibile acquirente. Tuttavia, per poter facilitare e, quindi, aumentare le probabilità di conclusione della trattativa si ritiene imprescindibile l'assunto secondo il quale ciò che esprime il maggior interesse è evidentemente il mobilio di piccole dimensioni e di maggior garanzia estetica in termini di conservazione, ad un prezzo di costo e di consegna non eccessivamente gravoso.

Il valore da attribuire ai mobili così stimati, ai fini della loro quantificazione in termini monetari, potrà prevedere una comparazione: un confronto intercorrente tra l'oggetto usato destinato alla vendita e un oggetto nella sua considerazione ex novo secondo un prezzario corrente. A tale indicazione, partendo dal mobile nuovo e dal suo valore, potrebbe doversi togliere fino ad un massimo del 30-40%, con possibili aumenti o diminuzioni della richiamata percentuale sul prezzo in ragione della plausibile attività di trasporto/consegna oppure di preservazione funzionale del bene.

Stefano Raffaele Collazzo

Studio Legale Vitulo

0510827368

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Foto: 123rf.com
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