Cassazione: reato di maltrattamenti per il padre e marito militare egocentrico e prevaricatore che tenta di giustificare con l'assenza di sonno e lo stress psicofisico che ne consegue la sua condotta violenta e aggressiva

Maltrattamenti in famiglia

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Respinto il ricorso del militare violento, che giustifica la propria aggressività in famiglia con l'assenza cronica di sonno. Dagli atti è emerso infatti che gli episodi violenti per i quali è stato condannato e nel corso dei quali ha distrutto mobili e oggetti di casa, sono stati accompagnati da umiliazioni e offese verso la moglie e i figli. È emersa una personalità egocentrica attorno alla quale doveva girare tutta la famiglia, dalla quale pretendere rispetto, senza dimenticare che l'uomo ha perfino ucciso con l'arma di servizio l'animale domestico solo perché ha osato sporcare in casa. Queste le precisazioni contenute nella breve sentenza della Cassazione n. 5549/2022 (sotto allegata).

La vicenda processuale

Un uomo viene condannato in primo e in secondo grado per il reato di maltrattamenti in famiglia, contemplato dall'art. 572 c.p e per l'uccisione di un animale domestico di cui all'art. 544 bis c.p.

Elemento soggettivo del reato

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Nel ricorrere in Cassazione l'imputato solleva un unico motivo con il quale contesta la carenza di motivazione sull'urgenza di una consulenza psichiatrica, visto che l'elemento soggettivo del reato è del tutto incompatibile con l'accertata condizione di stress fisico e mentale dello stesso, causato dalla carenza cronica di sonno, che ha poi portato alla perdita di controllo e al compimento dei gesti per quali è stato condannato in sede di merito.

Il ricorrente rileva inoltre che la Corte ha omesso di verificare la congruità tra condotta impulsiva, anche se reiterata, e volontà unitaria di avvilire moglie e figli.

Maltrattamenti per il marito prevaricatore

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La Cassazione però respinge il ricorso, ritenendolo inammissibile. Come ben argomentato dalla Corte di Appello infatti, agli episodi che hanno condotto alla condanna del soggetto (che ha rotto mobili e suppellettili di casa e ha sradicato le scale interne dell'abitazione) si sono comunque accompagnate umiliazioni, offese, minacce e prepotenze nei confronti di tutti i membri della sua famiglia, da cui è emersa una posizione egocentrica dello stesso, che pretendeva silenzio assoluto durante le ore in cui doveva riposare e obbedienza incondizionata perfino da una bambina di due nani e da un animale, che ha ucciso con l'arma di servizio perché ha osato sporcare in casa.

Scarica pdf Cassazione n. 5549/2022

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