L'anagrafe delle criptovalute (o registro delle criptovalute), operativo ufficialmente dal 18 maggio 2022, è obbligatorio per i gestori di crypto wallet

Anagrafe delle criptovalute, cos'è?

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Con la firma del ministro dell'Economia, Daniele Franco, del decreto ministeriale che istituisce il registro, parte l'anagrafe delle criptovalute sia per le operazioni sia per i gestori.

I dati delle operazioni con i saldi delle transazioni, saranno trasmesse trimestralmente al ministero dell'economia. Viene istituito un registro nel quale dovranno registrarsi obbligatoriamente tutti i cambi di criptovalute, ma anche i gestori di crypto wallet.

Le società non solo dovranno registrarsi nell'anagrafe delle criptovalute, ma dovranno anche inviare i dati personali di tutti gli italiani e le italiane che operano sulle loro piattaforme.

Di più, l'anagrafe degli asset digitali raccoglierà tutte le transazioni in criptovaluta che gli italiani e le italiane avranno effettuato su tali piattaforme.

Registro criptovalute dal 18 maggio

Il Registro degli operatori in criptovalute italiano sarà operativo ufficialmente dal prossimo 18 maggio. A comunicarlo una nota stampa dell'Organismo degli Agenti e Mediatori (Oam) del 18 febbraio 2022. Una novità che mette in evidenza come anche il nostro paese intende regolamentare le piattaforme di questo settore. Cosa cambierà per gli operatori? Essi dovranno fornire una lista con tutti i nominativi dei clienti e le relative operazioni agli enti governativi.

La determinazione dell'OAM arriva dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del relativo decreto ministeriale. Tutti i soggetti, già operativi, anche on-line, alla data di apertura del Registro, ed in possesso dei requisiti di legge (art.17-bis, comma 2, del D. Lgs 141/2010), avranno 60 giorni di tempo da tale data per comunicare la propria operatività in Italia e continuare ad esercitare l'attività senza dover attendere la pronuncia dell'OAM sull'iscrizione nel Registro. In caso di mancato rispetto del termine sopra richiamato, o di diniego all'iscrizione da parte dell'Organismo, l'eventuale esercizio dell'attività sarà considerato abusivo. I soggetti non ancora operativi alla data di apertura del Registro, invece, dovranno comunicare l'intenzione di operare in Italia, adeguandosi ai requisiti normativi sopra richiamati, e attendere la pronuncia dell'Organismo per poter operare legalmente in Italia.

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I dati raccolti

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L'anagrafe delle criptovalute dovrà inviare ogni tre mesi, entro il giorno 15 del terzo mese, i dati raccolti al Ministero dell'Economia e delle Finanze. in caso di mancata corrispondenza con quanto dichiarato nella dichiarazione dei redditi, si dovranno fare i conti con il Fisco. Occhio vigile anche da parte dell'Antimafia e Antiterrorismo. Presenti i dati identificativi del cliente, i dati sintetici relativi all'operatività complessiva di ciascun prestatore di servizi relativi all'utilizzo di valute virtuali e prestatore di servizi di portafoglio digitale per singolo cliente.

Anagrafe delle criptovalute, le sanzioni

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Non solo le piattaforme costituite in Italia e con sede in Italia, ma anche quelle straniere dovranno registrarsi e, in caso di mancato adempimento, il sito sarà oscurato come avviene per altre piattaforme di trading non conformi alle normative italiane e/o europee.

Vedi anche la guida alle criptovalute


Foto: 123rf.com
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