La Commissione Giustizia di Montecitorio appronta il testo-base che verrà discusso e che autorizza alla coltivazione di non oltre quattro piantine femmine di cannabis
foglia di cannabis nel cielo

Cannabis: approvato il testo base sulla coltivazione domestica

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Disco verde da parte della Commissione Giustizia alla Camera al testo base (qui sotto allegato) riguardante la coltivazione della Cannabis recante modifiche al Testo Unico stupefacenti di cui al d.P.R. 309/1990.

Il voto sul testo unificato, tuttavia, ha spaccato la maggioranza: contro la proposta hanno votato Lega, FdI, Coraggio Italia e FI (con eccezione di Elio Vito), mentre Italia viva si è astenuta. Tutti gli altri hanno espresso voto favorevole, a partire dal radicale Riccardo Magi di +Europa, che è stato promotore di una delle proposte confluite nel testo, assieme a M5S, Pd e Leu. "Siamo i primi in Europa a depenalizzare la coltivazione domestica di cannabis per uso personale" ha dichiarato il deputato Magi.

In particolare, in Commissione la Lega aveva chiesto il disabbinamento del testo presentato da Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera. Il prossimo passaggio dell'iter sarà la fissazione di un termine per la presentazione degli emendamenti che verranno discussi in commissione. Soltanto esaurita la "fase emendativa" il testo frutto della concertazione sugli emendamenti approderà in Aula.

Esulta il M5S che parla di una "legge di civiltà che risponde a serie e concrete esigenze collettive, con cui vogliamo anche di colpire duramente gli affari della criminalità organizzata", come si legge in una nota a firma dei deputati e delle deputate M5S.

"Con l'approvazione del testo base sulla coltivazione domestica della cannabis compiamo un ulteriore passo in avanti nel percorso di una legge attesa da tantissimi cittadini - si legge nel documento - pensiamo soprattutto a coloro che ne fanno uso per ragioni terapeutiche e che attualmente hanno difficoltà nell'approvvigionamento, che devono sostenere costi molto elevati, o peggio si vedono costretti a ricorrere a canali illegali".

Cannabis: depenalizzata coltivazione di non oltre quattro piantine femmine

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In particolare, il testo adottato dalla Commissione Giustizia punta a depenalizzare, consentendole ai maggiorenni, la coltivazione e la detenzione per uso personale di non oltre quattro piantine "femmine" di cannabis (che producono fiori contenenti THC), idonee e finalizzate alla produzione di sostanza stupefacente e del prodotto da esse ottenuto.

La Commissione ha evidenziato come il fenomeno della coltivazione casalinga sia stato adottato negli Stati Uniti su larga scala e abbia "generato 300 mila posti di lavoro" oltre al fatto che "il mercato legale ha sostituito quello illegale con notevole beneficio per la salute dei cittadini che possono seguire la filiera della produzione".

Ancora, ha dichiarato Mario Perantoni, deputato del M5S e relatore del provvedimento, "la coltivazione in casa di canapa è fondamentale per i malati che ne devono fare uso terapeutico e che spesso non la trovano disponibile oltre che per combattere lo spaccio ed il conseguente sottobosco criminale".

Diminuzione pene per lieve entità

Il testo interviene anche sulle pene, prevedendo in primis una riduzione qualora si tratti di fatti di lieve entità: salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque commetta uno dei fatti previsti dai commi 1, 2, e 3 dell'articolo 73 del d.P.R. 309/1990 (produzione, traffico e detenzione illecita di stupefacenti) rischia la reclusione fino a due anni e la multa fino a 10mila euro qualora, per i mezzi, la modalità o le circostanze dell'azione ovvero per la quantità delle sostanze sia di lieve entità.

Non si potrà mai invocare la lieve entità, invece, nei casi in cui le sostanze stupefacenti e psicotrope siano consegnate o comunque destinate a persona di minore età o ricorra la circostanza di cui al n. 11-ter dell'articolo 61 del codice penale. Le sanzioni vengono aumentate (reclusione da 6 a 10 anni) in presenza di reati connessi a traffico, spaccio e detenzione ai fini di spaccio della cannabis. Inoltre, il testo base. Si tratta di inasprimenti che, ha commentato il relatore Perantoni, mirano al contrato della criminalità e a rafforzare la protezione dei più giovani.

Qualora lo spacciatore sia persona tossicodipendente o assuntore abituale di sostanze stupefacenti o psicotrope (condizionecertificata da struttura sanitaria pubblica o privata autorizzata) questi potrebbe non finire in carcere: il testo prevede che, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, su richiesta dell'imputato e sentito il pubblico ministero e qualora non debba essere concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena, sarà possibile applicare la pena del lavoro di pubblica utilità in sostituzione delle pene detentive e pecuniarie.

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Foto: 123rf.com
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