Le parole della ministra alla famiglia e alle pari opportunità Bonetti: «L'impegno di 4,6 miliardi, altri 500mila euro sono stati già stanziati»
parola bonus su sfondo rosso

Assegno unico figli

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Buone notizie per le famiglie. A rivelarle, intervistata a Sky Tg24, è la ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti che chiarisce «L'assegno unico e universale completo partirà a regime da gennaio 2022, ma il percorso comincerà dal primo luglio». Una partenza che ha l'obiettivo di evitare che le famiglie italiane abbiano dei disagi. «Siccome i dipendenti oggi stanno percependo le loro detrazioni in busta paga - afferma la titolare del ministero - siccome ci sono stati degli anticipi, questi primi sei mesi devono innestarsi su un percorso di detrazione fiscale che deve continuare. Le detrazioni fiscali saranno poi completamente assorbite nell'assegno unico da gennaio».

Per quanto riguarda i fondi, si tratta di un «impegno di 4,6 miliardi, altri 500mila euro sono stati già stanziati, per 228mila nuovi posti negli asili nido è confermato. Con questa cifra raddoppiamo i posti presenti, entro il 2026 la copertura sarà del 50%. Uno sforzo che mai era stato visto nel nostro Paese»

Assegno unico e universale, le stime

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Secondo gli studi della Fondazione studi consulenti del lavoro, l'ammontare del sostegno potrebbe variare dai 40 ai 97 euro al mese per ogni figlio maggiorenne, e dai 67 ai 161 per ciascun figlio minorenne. Le cifre definitive saranno stabilite dai decreti attuativi. La misura potrebbe determinare un incremento di reddito per il 68% dei nuclei familiari. L'assegno unico unifica i contributi esistenti a sostegno dei nuclei familiari con figli a carico.

Assegno unico, la delusione per la partenza procrastinata

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La partenza procrastinata non è però piaciuta ai deputati del Pd Stefano Lepri e Graziano Delrio che hanno chiesto invece al Governo un grande impegno per arrivare prima: «Apprendiamo oggi che l'assegno unico per i figli partirà a pieno regime da gennaio 2022 e non più a luglio 2021 - fanno sapere - la decisione provoca delusione ma non sorprende, perché la crisi di governo e la pandemia hanno fatto perdere mesi preziosi e perché la trasformazione dal vecchio al nuovo regime, chiaramente indicata dalla legge delega, richiede ancora molto lavoro.

Prendiamo atto, ma ora chiediamo al governo il massimo impegno per rispettare la nuova scadenza e far comunque partire la prima fase già a luglio, destinando le risorse aggiuntive già stanziate a favore di chi oggi è meno aiutato dallo Stato nel mantenimento dei figli: disoccupati, incapienti, autonomi e professionisti».

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Foto: 123rf.com
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