La grave impossibilità di spostarsi liberamente fuori dal Comune di Residenza determina gravi vincoli alla qualità della vita dei pazienti e a chi abita con loro
sede di farmacia con simbolo sul tetto

Farmaci solo nel distretto di residenza

Arriva dai pazienti Cronici, affetti da svariate patologie riconosciuti da Medici Specialisti e con invalidità accreditata da commissioni ASL una petizione salvavita. I pazienti si vedono riforniti mensilmente di farmaci salvavita per gestire la malattia soltanto presso le farmacie del distretto ASL di Residenza. I confini Asl sono comunali, nemmeno regionali. Di fatto il paziente ha accesso solo se sta fisso sempre in un solo Comune. La grave impossibilità di spostarsi liberamente fuori dal Comune di Residenza determina gravi vincoli di vita a pazienti e familiari. Chi si avvale di questi piani terapeutici non è detto sia sempre e solo una persona allettata e impossibilitata a muoversi: la maggior parte di questi soggetti ha patologie già di difficile gestione e le condizioni di salute si aggravano se lo spostamento in altre Regioni e luoghi del mondo cessa di essere semplice.

Contro il ritiro forzato del farmaco solo presso le farmacie del proprio Comune

Da qui la richiesta, contenuta nella petizione lanciata su Change.org, che la gestione economica del costo regionale di tali farmaci ed ausili venga gestita internamente tra le diverse Regioni e l'Inps svincolando la persona già soggetta a restrizioni di salute, dal ritiro forzato del farmaco solo presso le farmacie del proprio Comune di Residenza. Il Chip del tesserino sanitario elettronico fornisce sufficienti garanzie affinché il Piano Terapeutico annuo permetta il ritiro mensile del farmaco e degli ausili alla gestione della cura della malattia da qualsivoglia farmacia del pianeta.

La farmacia che alloggia nel proprio sistema operativo la Tessera Sanitaria Elettronica visualizza il prodotto e la quantità ritirata e ritirabile di quel soggetto e rifornisce il paziente. Corrieri inviati dalle Asl delle differenti Regioni internamente riporteranno a zero il prodotto restituito o ceduto senza inficiare la tranquillità sanitaria e la libertà di spostamento del soggetto portatore di malattia cronica.

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Foto: 123rf.com
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