La denuncia formulata dal segretario generale aggiunto del DirStat Pietro Boiano per le attività di selezione delle figure apicali di alto profilo dell'Agenzia delle Entrate
uomo che scrive durante esame di avvocato

Procedure selettive in contrasto col dettato costituzionale

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Le procedure selettive dell'Agenzia delle Entrate ancora sotto l'occhio attento del segretario generale aggiunto del DirStat Pietro Boiano. «Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede in via esclusiva mediante concorso, come stabilisce l'art.97 della Costituzione - spiega Boiano - dunque ogni diverso modus procedendi si pone in aperto contrasto con il dettato costituzionale. A tanto si è esposta l'Agenzia delle Entrate avendo sottratto per lunga fiata le nomine dirigenziali alla disciplina di una norma imperativa e procedendo invece in base al discutibile ed opaco criterio dell'intuitu personae, quando non anche a nomine cosiddette "per unzione".

Il contenzioso dinanzi alla giustizia amministrativa

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Da ciò, chiarisce ancora il segretario, è derivato un lungo e complesso iter contenzioso: prima davanti alla giustizia amministrativa e poi dinanzi alla Corte Costituzionale.La consulta, in particolare, ha ribadito che l'accesso nei ruoli delle PP. AA. non può avvenire se non per pubblico concorso, come da sentenza n.37/2015.

«Lo stop imposto dal Giudice delle leggi non ha colto di sorpresa l'Agenzia delle Entrate che ben sapeva di essersi incamminata in un percorso accidentato e privo di sbocchi.

Ma è arrivata la risposta, suggestiva e rivoluzionaria. Non ci saranno prove scritte ed il sapere dell'esaminando sarà valutato mediante una "chiacchierata" cui seguirà una prova scritta di natura tecnico-professionale. Poca roba, considerato che la parola e la penna sono su piani diversi». Prove che non possono essere messe sullo stesso piano, se si considera che «la trattazione di un argomento e la corretta concatenazione dei concetti richiedono profonda conoscenza delle materie oggetto delle prove scritte».

Boiano: «Prove che ledono la dignità della procedura concorsuale»

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n sintesi per Boiano «La "trovata" dell'Agenzia delle Entrate, se pone al riparo dallo strascico di un ulteriore contenzioso, certamente è lesiva della dignità di una procedura concorsuale da cui scaturisce l'investitura di figure apicali di alto profilo in un settore delicatissimo dell'A.F. È una palese forzatura, non la prima, e non sarà l'ultima, cui si aggiunge l'esclusione di concorrenti esterni e l'inclusione di quelli comandati in altre Amministrazioni Pubbliche».

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Foto: lex iuris
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