Storico voto alla Camera dei comuni con l'accordo sostenuto dal partito conservatore e dai laburisti. Niet dagli indipendentisti scozzesi, libdem, partiti nordirlandesi e il gallese Plaid
brexit referendum Gran Bretagna

L'accordo tra Ue e Regno Unito

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La Camera dei Comuni inglese ha approvato l'accordo commerciale post-Brexit tra Regno Unito e Ue, con 521 voti favorevoli e 73 contrari. A sostenere l'accordo, in modo compatto il partito conservatore del premier Boris Johnson, e i laburisti di Keir Starmer. Niet dagli indipendentisti scozzesi, libdem, partiti nordirlandesi e il gallese Plaid. Il provvedimento va verso la promulgazione reale (royal assent) dopo un passaggio procedurale alla Camera dei Lord. L'accordo entrerà in vigore in maniera provvisoria fino al 28 febbraio, quando, dopo l'ok del Consiglio Ue, il Parlamento europeo si riunirà in plenaria per votare il via libera definitivo, passaggio che non è stato possibile fare finora a causa dell'emergenza sanitaria.

I tre accordi firmati

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Ad oggi sono stati firmati tre accordi. In primis, il trattato di commercio e cooperazione; a seguire l'accordo che riguarda le procedure di sicurezza per lo scambio e la protezione delle informazioni classificate. Infine, l'accordo tra il governo del Regno Unito e la Comunità Europea dell'Energia Atomica per la cooperazione sugli usi sicuri e pacifici dell'energia nucleare.

Scongiurato il rincaro dei dazi doganali

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L'accordo sulla Brexit libera le merci italiane dal paventato rischio di un rincaro dei dazi doganali che sarebbe scattato il 1° gennaio del 2021. Ciò significa che le operazioni con il Regno Unito non saranno più considerati come scambi intracomunitari, ma importazioni ed esportazioni, con tutte le formalità connesse agli adempimenti doganali. In particolare l'identificazione della classifica, dell'origine e del valore della merce, la sua presentazione in dogana tramite un rappresentante doganale, con le certificazioni tecniche, e l'accettazione della dichiarazione da parte delle Dogane, prima dello svincolo e l'immissione nel circuito commerciale. Il provvedimento cancella i dazi doganali e le quote di importazione dei prodotti, che si sarebbero dovuti applicare in caso di no deal. Il raggiungimento dell'accordo non fa venir meno, invece, la necessità di cambiare radicalmente il modo di operare con il Regno Unito e di dover rispettare le procedure doganali.

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Foto: 123rf.com
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