Data attuazione per la prima volta al "Daspo urbano antirisse", la "norma Willy", dal nome del ragazzo ucciso a Colleferro. Bonafede: "Tolleranza zero"
segnale di divieto di accesso

Applicata la norma Willy

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È stato applicato per la prima volta il nuovo Daspo urbano antirisse contenuto nel decreto sicurezza: la cosiddetta "norma Willy" (vedi la guida Nuovo decreto sicurezza), nel ricordo del giovane che, qualche mese fa, fu ucciso a Colleferro.

A raccontarlo è il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, dalla sua pagina Facebook, evidenziando che la norma «inizia a produrre i suoi effetti concreti'. Il provvedimento è stato adottato per la prima volta dal questore di Campobasso nei confronti di due uomini responsabili di gravi violenze verso il titolare di un autolavaggio», ha chiarito.

Norma Willy ai fatti di Campobasso

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È stato il questore di Campobasso, Giancarlo Conticchio ad adottare il primo provvedimento di "Daspo urbano" introdotto dal dl 130 dello scorso 21 ottobre, con cui è stato inserito nel Decreto Legge 14/2017 l'art. 13-bis, "norma Willy". Ne caso di specie il provvedimento è stato applicato nei confronti dei due fratelli di etnia Rom, residenti a Termoli (Campobasso), che qualche giorno fa erano stati arrestati per aver ripetutamente colpito alla testa, con una mazza ed un cric, il titolare di un autolavaggio della cittadina adriatica che si era rifiutato di lavare gratuitamente l'auto dei due e che è tutt'ora ricoverato in prognosi riservata a causa dei traumi riportati.

Bonafede: «Tolleranza zero sulla violenza»

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Mentre la giustizia farà, ma, nel frattempo aggiunge Bonafede «il provvedimento del questore di Campobasso impedirà alle due persone di accedere ai locali dell'intera provincia per la durata, rispettivamente, di 12 e 14 mesi - e, infine - come ho detto al momento dell'approvazione del decreto sicurezza, dobbiamo affermare il principio della "tolleranza zero" sulla violenza».

Il nuovo daspo urbano

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In materia di sicurezza pubblica, il nuovo decreto Sicurezza vuole rendere più efficace il Daspo Urbano. Viene data la possibilità al questore di vietare l'accesso ai locali pubblici anche ai soggetti che hanno riportato solo denunce o condanne non definitive per gli ultimi tre anni, per vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Chi viola il divieto va incontro alla pena della reclusione da sei mesi a due anni e alla multa minima di 8.000 euro fino a 20.000 euro. Il decreto ha stabilito pene più severe per i soggetti che prendono parte alle risse. Nel caso in cui qualcuno riporti lesioni, per la sola partecipazione si rischia la reclusione minima di 6 mesi fino a 6 anni.

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Foto: 123rf.com
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