La possibilità di usufruire del credito di imposta per la partecipazione al procedimento di mediazione subisce spesso dei ritardi. Vediamo perché
donna che corre su orologi che segnano il tempo delle tasse al fisco

Mediazione: il credito d'imposta

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In forza di quanto previsto dall'articolo 20 del decreto legislativo numero 28/2010, le parti che hanno partecipato a un procedimento di mediazione hanno diritto a un credito d'imposta.

Esso è commisurato alle indennità che sono state versate all'organismo di mediazione al quale ci si è rivolti, è al netto dell'Iva e non può superare i 500 euro se la mediazione è andata a buon fine o i 250 euro se la stessa non si è conclusa con un accordo.

Quando si può godere del credito d'imposta

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Teoricamente, il credito d'imposta può essere goduto l'anno successivo a quello nel quale è stato svolto il procedimento di mediazione e sono state sostenute le relative spese.

Lo stesso deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile in compensazione, ovverosia solo se si ha un debito nei confronti dello Stato.

In sostanza, coloro che hanno sostenuto delle spese per mediazione le possono detrarre da quanto dovuto in sede di liquidazione delle imposte, sia se compilano il 730, sia se compilano il Modello Unico.

La comunicazione del Ministero

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Si è detto teoricamente, in quanto presupposto per godere del credito d'imposta è che il Ministero della giustizia comunichi l'importo dello stesso all'interessato e inserisca il nominativo di quest'ultimo nell'elenco dei beneficiari e dei relativi importi a ciascuno comunicati trasmesso annualmente all'Agenzia delle entrate in via telematica.

Tale comunicazione dovrebbe arrivare entro il 30 maggio di ciascun anno. Non sempre, però, il Ministero vi provvede in tempi utili per permettere al cittadino che ha fatto ricorso a un procedimento di mediazione e che vorrebbe usufruire del credito d'imposta di avvalersi di tale beneficio l'anno successivo a quello in cui sono state sostenute le relative spese.

L'insoddisfazione dei contribuenti

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Diversi contribuenti, quindi, fanno affidamento in uno "sconto" dalle tasse dovute allo Stato, ma, alla resa dei conti, si trovano a non poter beneficiare del credito d'imposta a causa dei ritardi del Ministero, con grande insoddisfazione e sperando che gli stessi non si protraggano fino a compromettere anche la possibilità di usufruire dell'agevolazione l'anno successivo.


Si ringrazia Luigi Rampini per la cortese segnalazione


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Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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Foto: 123rf.com
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