Il Movimento Professione Psicologo chiede risposte immediate in merito ai contenuti del Disegno di Legge proposto dal Ministro Manfredi
avvocati che tengono cartelli con punti interrogativi in segno di protesta

Psicologia, un disegno di legge sulla laurea abilitante

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In attesa che si concretizzi un disegno di legge in merito alla laurea abilitante in Psicologia sono tante le perplessità sollevate dal Movimento Professione Psicologo. Le novità che sembrerebbero essere indirizzate ad una «riformulazione dei corsi di laurea in Psicologia, (come) auspicata dal Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi che punta ad "una laurea professionalizzante e un iter di studi in linea con lo status di professione per la salute ed i nuovi bisogni ed ambiti operativi".

Psicologia, laurea abilitante con effetto retroattivo?

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Il primo interrogativo riguarda la valenza retroattiva del ddl. Partendo dal presupposto che, chiarisce il Movimento in una nota «l'unico esempio esistente di "creazione" di una laurea abilitante è quello dei medici, i quali hanno goduto di tale riformulazione per mezzo del Decreto Cura Italia di Marzo, in virtù del bisogno impellente di professionisti immessi nel Sistema Sanitario Nazionale per far fronte all'emergenza sanitaria che stavamo e stiamo tutt'ora vivendo». È l'unico caso di esame di Stato per l'abilitazione professionale riformulato e, della modifica, hanno beneficiato «non solo i cosiddetti neo-laureati dell'anno 2020 bensì anche i laureati degli anni precedenti.

Adesso «I laureati in Psicologia stanno richiedendo a gran voce ormai da mesi di poter godere dello stesso trattamento messo in atto per la categoria medica in tal senso, ma ad oggi ancora non hanno ottenuto un risultato concreto». le remore sono dovute al fatto che «con la formulazione di una classe di laurea in Psicologia, direttamente abilitante alla professione, coloro che hanno conseguito il titolo di laurea precedentemente a tale istituzione non possano essere abilitati senza il sostenimento dell'esame di Stato. Ciò comporterebbe una doppia ingiustizia: in primo luogo, nuovamente si relegherebbe la professione psicologica a professione di serie B, visto che per la professione medica ciò non è avvenuto, e in secondo luogo si andrebbero a creare delle forti discriminazioni tra titoli di laurea riferiti alla stessa disciplina (Psicologia)». in questo caso infatti la soluzione dovrebbe abbracciare anche «soluzioni anche per coloro già in possesso del titolo di laurea, rendendo de facto abilitante il completamento del tirocinio professionalizzante svolto post-laurea».

Psicologia, laurea abilitante: la soluzione nel decreto Rilancio

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Il Movimento non pone solo problemi, ma propone soluzioni: in questo caso, attraverso l'applicazione dell'articolo 237 del Decreto Rilancio. In cui si legge che "il Ministro dell'Università e della Ricerca può disporre, con proprio decreto, su proposta dei consigli o degli organi nazionali, comunque denominati, degli organi, collegi e federazioni delle professioni interessate, modalità di svolgimento di tali prove diverse da quelle indicate dalle vigenti disposizioni normative". «Da tutto ciò - spiega il Movimento - non si può esimere il Presidente del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, il dott. David Lazzari, il quale si è espresso pubblicamente sulla necessità di riformare l'esame di Stato».

Movimento Professione Psicologo, le richieste

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Movimento Professione Psicologo ribadisce la disponibilità «ad una collaborazione e alla creazione di un tavolo di lavoro per il miglioramento e il rinnovamento dell'iter professionalizzante alla nostra professione, perché non è possibile pensare a delle riforme simili escludendo gli studenti e i laureati (come fino ad oggi avvenuto) essendo questi parte sociale coinvolta direttamente da tali proposte di legge. Ad oggi tuttavia non vi è stata alcuna risposta delle istituzioni in tal senso continuando ad ignorare anche gli appelli appelli fatti da parte del Consiglio Nazionale Studenti Universitari per l'istituzione di un tavolo di lavoro che vada in tale direzione. Chiediamo - conclude la nota - delle risposte ai nostri interrogativi in merito ai contenuti del Disegno di Legge proposto dal Ministro Manfredi al più presto, in quanto non è più tempo di proclami ma è arrivato il momento di dare certezze a partire dalla data di entrata in vigore di questo provvedimento legislativo».

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Foto: 123rf.com
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