Una denuncia querela, basata solo su congetture, non può legittimare l'emissione del divieto di detenzione armi da parte della Prefettura
licenza porto armi pistola

Liti tra vicini e querela

Quante volte capita di sentire notizie di liti tra vicini di casa e di tafferugli di vario tipo.
In diverse di queste circostanze si può verificare che a subire una denuncia-querela, magari a seguito del presunto alterco ed acceso dibattito, sia proprio il titolare di una licenza di porto di fucile.

Risvolti amministrativi

Ora: cosa accade sul fronte amministrativo relativamente a quella licenza?
Ebbene, da parte delle Autorità ci si dovrebbe attendere sicuramente un'approfondito accertamento del fatto denunziato, ciò al fine di evitare l'emissione maldestra di provvedimenti amministrativi severi, come può essere un divieto di detenzione armi.
Va detto, per chiarezza, che molte volte tali provvedimenti si presentano fondati e, in ultima analisi, difficilmente criticabili dalla persona denunciata.

Denunce infondate

Tante altre volte, però, essi presentano vistose lacune, sfociando nell'irragionevolezza che lascia trasparire un uso distorto ed illegittimo del potere assegnato dalla Legge al Ministero dell'Interno.
Si tratta di quell'ampia categoria di situazioni nelle quali la descrizione del fatto presente nella denuncia-querela resta, appunto, solo e soltanto una narrazione, priva di riscontri anche minimi.

Scopo del divieto detenzione armi

Vero è che il provvedimento con il quale si vieta di detenere armi ex art. 39 Tulps, avendo la finalità di prevenire la commissione di reati non richiede che vi sia stato un oggettivo ed accertato abuso delle armi, essendo di regola sufficiente un'erosione anche minima del requisito della totale affidabilità della persona in questione.
Altrettanto vero è, però, che tale divieto non può mai essere arbitrario e basato sulle illazioni di chi redige la denuncia-querela e la presenta all'Autorità, senza offrire spunti probatori meritevoli di approfondimento.

Il ricorso

In sostanza, la denuncia basata su mere dichiarazioni di parte prive di corredo probatorio o che non offre la concreta possibilità di approfondimenti e verifiche ispettive da parte dell'articolazione amministrativa preposta, come il Commissariato di P.S., non può mai fondare un divieto di detenzione armi a carico del soggetto denunciato il quale, a fronte di una situazione di questo tipo, ben potrebbe reagire con apposito ricorso al tribunale amministrativo competente.

Altre informazioni?
Contatta l'Avv. Francesco Pandolfi
3286090590
avvfrancesco.pandolfi66@gmail.com
Francesco Pandolfi
Francesco Pandolfi | Avvocato
E-mail: francesco.pandolfi66@gmail.com - Tel: 328.6090590
Recapiti: Via Giacomo Matteotti 147, 4015 Priverno LT
Si occupa principalmente di Diritto Militare in ambito amministrativo, penale, civile e disciplinare ed и autore di numerose pubblicazioni in materia.
Altre informazioni su questo argomento? Richiedi una consulenza all'Avv. Pandolfi
Condividi
Feedback

Foto: 123rf.com
In evidenza oggi: