In base all'art. 812 c.c. i beni immobili sono quelli incorporati al suolo e si distinguono dai beni mobili per il loro particolare regime di circolazione
martello del giudice su un codice in una biblioteca

Beni mobili e immobili: definizione

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Tutti i giorni abbiamo a che fare con cose e oggetti di varia importanza, su cui esercitiamo diritti e riguardo ai quali compiamo atti giuridici: abitare in una casa, disporre di un'automobile, acquistare merci in un negozio o in un supermercato.

Tutte queste cose materiali rappresentano, nell'ottica del diritto, dei beni giuridici: la più importante distinzione, in tema di beni giuridici, è quella tra beni mobili e beni immobili.

La definizione di bene immobile è data dall'art. 812 c.c., che definisce bene immobile tutto ciò che è incorporato al suolo, in maniera naturale (come un albero, un ruscello) o in modo artificiale (come una casa).

Per esclusione, bene mobile è pertanto qualsiasi cosa che sia possibile spostare da un luogo all'altro senza alterarne l'essenza, come invece avverrebbe se si sradicasse un oggetto dal suolo.

Il regime di circolazione dei beni immobili

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Tale distinzione, ovviamente, non è fine a se stessa ma ha importanti conseguenze a livello giuridico, sotto numerosi aspetti.

Innanzitutto, i beni mobili e immobili seguono un diverso regime giuridico quanto al trasferimento dei diritti che li riguardano.

Infatti, per trasferire la proprietà o un altro diritto reale su un bene immobile occorre la forma scritta. Tale requisito è previsto ad substantiam, cioè è necessario ai fini della validità dell'atto: non è possibile, insomma, vendere una casa sulla base di un semplice accordo verbale.

Inoltre, gli atti di vendita relativi ai beni immobili sono sottoposti ad una speciale forma di pubblicità dichiarativa, consistente nella trascrizione dell'atto di vendita (atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio) nei pubblici registri immobiliari presso la Conservatoria competente.

Ciò è previsto al fine di rendere opponibili ai terzi (cioè efficaci anche nei loro confronti) gli atti di disposizione dei beni.

Circolazione dei beni mobili

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Per i beni mobili, invece, normalmente tutto ciò non è richiesto, essendo considerata sufficiente la consegna del bene mobile all'acquirente e il possesso da parte del nuovo proprietario.

Vi è però una particolare categoria di beni, quella dei beni mobili registrati (art. 815 c.c.), che viene sottoposta allo stesso regime di trascrizione tipico dei beni immobili: si tratta di beni quali navi, automobili e aeromobili, la cui circolazione viene così regolata in considerazione della loro rilevanza economica.

Garanzia nei beni mobili e immobili

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Un'altra differenza tra i beni immobili e mobili è rappresentata dalla modalità con cui gli stessi possono fungere da garanzia patrimoniale per i creditori.

I beni immobili, infatti (così come i beni mobili registrati) sono soggetti ad ipoteca, un particolare vincolo che comporta una specifica iscrizione nei pubblici registri.

Tipica garanzia dei beni mobili, invece, è il pegno, che si realizza con la consegna del bene al creditore a garanzia del credito.

Come noto, né l'ipoteca né il pegno comportano il trasferimento della proprietà sul bene, poiché la soddisfazione del credito, in caso di inadempimento, avviene soltanto a seguito del procedimento di esecuzione forzata.

Le c.d. res nullius

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Infine, va segnalato che, nel nostro ordinamento, i beni immobili devono necessariamente appartenere a qualche soggetto giuridico: infatti, se un immobile non risulta di proprietà di alcun altro soggetto (ad esempio, per morte del proprietario e assenza di successibili), lo stesso passa nella proprietà dello Stato.

I beni mobili, invece, se vengono abbandonati diventano res nullius e possono successivamente essere acquistati a titolo originario per occupazione.

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Foto: 123rf.com
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