Per il Consiglio di Stato, il coronavirus ha reso preminente l'esigenza di saturare le risorse disponibili, immatricolando giovani medici prima esclusi
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Avv. Elio Errichiello - I concorsi per l'accesso alle scuole di specializzazione in medicina sono spesso oggetto di ricorsi amministrativi, che in alcuni casi dimostrano le problematiche sottese agli stessi.

Tra le pronunce più recenti in argomento, merita di essere segnalata la sentenza del Consiglio di Stato pubblicata il 18 marzo 2020 e qui sotto allegata. Con essa, in sostanza, è stata disposta l'immatricolazione di giovani medici, che, nell'anno 2018/2019, erano rimasti esclusi dall'accesso alle scuole di specializzazione.

Il coronavirus rende urgente chiamare in servizio medici

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La pronuncia è di particolare interesse non solo perché contesta duramente le scelte fatte dal Miur nel bando per le Scuole di specializzazione, ma anche perché lega l'esigenza cautelare alla recente epidemia di Coronavirus che rende tanto più urgente e indispensabile la chiamata in servizio di personale medico.

In particolare, il Presidente della sesta sezione del Consiglio di Stato, con decreto cautelare ha rilevato che "il ricorso in appello evidenzia alcuni effetti paradossali del sistema di svolgimento di sessioni straordinarie per la riassegnazione delle borse di studio rimaste inoptate legate al fatto che a detta riassegnazione partecipano specializzandi che hanno già ottenuto una borsa di studio con il risultato, in presenza di più opzioni in successive sessioni da parte dello stesso candidato, di lasciare inoptate o abbandonate molte borse di studio nel passaggio da una scuola di specializzazione all'altra", e tutto ciò in contrasto con "l'esigenza di pubblico interesse (divenuta preminente con l'emergenza Covid 19 di cui al dl n. 14 del 2020) a saturare tendenzialmente le risorse disponibili dando preferenza all'interesse dei soggetti non ammessi negli scaglioni precedenti secondo l'ordine di graduatoria rispetto all'interesse dei soggetti già immatricolati ed aspiranti ad una diversa borsa in altra Scuola".

Le risorse inutilizzate vanno riassegnate

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Il Giudice ha disposto che sia necessaria "la riassegnazione delle risorse rimaste inutilizzate nelle sessioni straordinarie svoltesi a decorrere dall'inizio dei corsi" ed ha anche lanciato al Miur un "invito a riconsiderare nei prossimi bandi tale effetto disfunzionale del sistema delle sessioni straordinarie". Come a dire che il Ministero dovrà rivedere questo sistema nei prossimi concorsi per eliminare i vizi denunciati nel ricorso.

L'esigenza di cambiamento nell'accesso alle professioni sanitarie

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Quella in commento non è che una sola delle numerose sentenze in argomento, che, dando ragione ai ricorrenti, dimostrano la profonda esigenza di cambiamento del sistema di accesso alle professioni sanitarie progettato dal Miur, che allo stato attuale produce un insostenibile imbuto formativo, tanto più inaccettabile nel momento storico attuale in cui il fabbisogno di medici non è mai stato tanto elevato.

Scarica pdf sentenza Consiglio di Stato 18 marzo 2020
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